Sogni paranoici.
..Ancora quella dannatissima pioggia acida. Sono mesi che non smette di piovere, e in più non riesco a riconoscere niente della mia città. Macerie, cantieri, stabilimenti enormi dove non so nemmeno cosa producano, so solamente che si sente una puzza incredibile, i fumi delle ciminiere hanno reso l'aria irrespirabile, e il cielo è costantemente di un color grigio scuro con delle nuvole rossastre. In tutto ciò io continuo a trascinarmi dietro la mia dannatissima Harley Davidson attraverso quello che sembra essere un tunnel ferroviario abbandonato. E' tutto buio, il terreno è reso appiccicoso da una specie di melma nera che rende il mio lavoro molto più difficile. Le ruote rimangono appiccicate al terreno, non riesco più a spingere, sudo...e come se non bastasse tutto ciò, il dannato tunnel è abitato da delinquenti e prostitute.
Uno di loro mi si mette davanti: era vestito di pelle nera, con una benda sull'occhio sinistro e una scimitarra appesa al fianco destro. e con un insopportabile alito al sapor di patatine al formaggio e cipolla "ehi, soldatino di ventura, dove te ne vai?" mi dice
"..la moto si rifiuta di obbedirmi, dice che è entrata in sciopero..'sta stronza.." rispondo
"dalla a me, mongolino. con un pivello come te è sprecata ahahah"
"..dai, levati di mezzo. non ho voglia di discutere con te"
Tira fuori la scimitarra, me la mette davanti al naso "sarò costretto a farti a fatte, e a prendermela con la forza", a questo punto la mia testa si apre in due come un cocomero, ed esce fuori una creatura piena di tentacoli, che prende il malcapitato, gli stacca la testa e lo lascia cadere a terra in una pozza di sangue "ehi Hectòr, pensavo te ne fossi andato" dico io stupito
"certo che no, mica ti abbandono" risponde lui
"senti già che sei qua aiutami con 'sta cazzo di moto, devo uscire da questo fottuto tunnel puzzolente"
"eh no, qua non posso farci nulla." e scomparì. La mia testa si ricompose e io ripresi a trascinarmi dietro la mia moto.
Mentre maledicevo tutto e tutti all'orizzone vedo avvicinarsi dei fari e ...cristo! era un treno. Riuscii a spostarmi in tempo "ma non era un cazzo di tunnel abbandonato!" urlai, e ripresi a trascinare quel ferro vecchio. Appese al soffitto del tunnel delle creature dalla sembianze pipistrellesche sembrano ridere di me, o forse era solo una mia impressione....stavo diventando leggermente paranoico a stare li dentro. Uscito dal tunnel vengo investito da quella maledetta pioggia acida "dovrò comprarmi un chiodo più resistente" pensai, e mentre lo pensavo continuavo a camminare. Mi trovavo lungo un viale sterrato, pieno di pozzanghere, e ai lati della strada vedevo solo case in rovina, e stabilimenti siderurgici. Ero curioso, così mi addentrai in uno di quelli stabilimenti. Dentro centinaia di uomini lavoravano in condizioni disumane, costretti a stare incatenati a delle enormi tubature che sbuffano vapori ben poco salubri. Dentro era un lamento continuo, le guardie frustavano chi si lamentava urlando in una lingua per me incomprensibile. Non so come, e non so perché, ma all'improvviso mi trovai catapultato fuori dallo stabilimento. Un passante vedendomi seduto in una pozzanghera mi dice "ehi, non ti conviene stare seduto li, potresti ustionarti le chiappe"
"..ah ecco cos'era quella puzza di carne bruciata.." dissi alzandomi
Ripresi la moto, che all'improvviso si accese "adesso parti? brutta figlia di troia!"
"senti, se mi chiami cosi, come mi sono accesa posso anche spegnermi."
"ok ok, perdono"
montai in sella e mi diressi chissà dove,
E' stato un sogno, ma cazzo se era realistico! Le cose sono due: o sono sul viale che porta alla pazzia, o forse la sera mangio un po' troppo pesante.
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