sabato 3 marzo 2018

Fritz il Gatto (1972)



Oggi si va a dare uno sguardo al cinema d'animazione con Fritz il Gatto del 1972,  tratto dall'omonimo fumetto di Robert Crumb.

Fritz abita a New York ed è un gatto dissoluto dedito a festini a base di alcool, droghe e sesso libero (siamo pur sempre nel 72). stanco però della repressione da parte della polizia, e forse in cerca di qualcosa di nuovo e stimolante, deciderà quindi di spostarsi in California in cerca di emozioni forti.

Uscito nel 1972 Fritz il Gatto fu il primo film d'animazione vietato ai minori di 18 anni, e si può facilmente capirne il motivo visti i suoi contenuti  espliciti a base di sesso alcol e droga e alla sua fortissima satira nei confronti della religione, della società americana e dei suoi costumi dell'epoca. L'ideatore del fumetto Robert Crumb al tempo però si lamentò moltissimo dell'adattamento cinematografico ad  opera di Ralph Bakshi (autore tra gli altri di Fuga dal Mondo dei sogni del 1992), tanto da arrivare anni dopo a far morire il povero Fritz pur di evitargli altri scempi simili. E chissà cosa avrà detto il buon Crumb dell'adattamento italiano del film! Perché qua tocchiamo il vero punto focale e il vero problema dell'intero lavoro (o meglio della versione italiana), il doppiaggio.

Ragazzi il doppiaggio, dio mio...uno scempio. Non conosco altre parole per definire il doppiaggio italiano di Fritz il Gatto. Doppiaggio al quale prendono colpevolmente parte due big del cinema e del doppiaggio italiano: Oreste Lionello e Giancarlo Giannini. Doppiaggio che ha stravolto completamente il senso originario del film infarcendolo di riferimenti alla vita italiana del tempo, con richiami alla fiat, agli scioperi e mettendo in fila una serie sconfinata di stereotipi sull'italiano medio che non farebbero ridere nemmeno un bambino di 11 anni. Le voci dei protagonisti del film poi sono state sostituite con dialetti provenienti da tutta Italia, e possiamo così sentire corvi con strani accenti napoletani, poliziotti suini parlare in siciliano e Fritz con una parlata romanesca che  nemmeno fossimo alla Garbatella.
Harlem poi diventa Little Italy per adattarsi meglio a tutto il resto, uno schifo insomma.
stesso problema che troviamo con le canzoni che fanno da colonna sonora alle avventure di Fritz, completamente stravolte (alcune al limite dell'imbarazzante) ed italianizzate pure quelle, tanto per finire il lavoro..

Insomma per tirare le conclusioni posso solo dire che se volete vederlo fate bene perché il film è sicuramente divertente e politicamente scorretto, ma per dio guardatelo in inglese! Anche se avete scarsa dimestichezza con la lingua non fa niente, vi assicuro che la visione risulterebbe assai più piacevole rispetto all'imbarazzante edizione italiana. 

Anno: 1972
Durata: 76 min.
Regia: Ralph Bakshi
Musica: Ed Bogas, Ray shanklin

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