martedì 21 novembre 2017

La Maledizione di Janice (1985)

Maledizione a me che l'ho visto.

Per la rubrica "film di merda" oggi è il turno de La Maledizione di Janice, dove le uniche maledizioni le ho lanciate io durante la visione del film di cui parlerò a breve.

Paul Sharp è un regista canadese in crisi, infatti dopo aver girato il docu-film "Anime Vaganti" è finito col dirigere spot pubblicitari uno più ridicolo dell'altro. La sua unica consolazione oltre all'amico e psichiatra Dr. Meister è la biona Janice (Janus come viene chiamata nel film). Janus aiuterà il nostro amico regista introducendolo ai viaggi extracorporei mediante la proiezione astrale. Anche se non ho capito in che modo questa cosa potesse essergli d'aiuto..
Paul è sposato con Jennifer con la quale ha anche un figlio, Matthew, che sarà inconsapevolmente manipolato da un misterioso uomo in blu, di cui sapremo la vera identità solo alla fine del film.
Il mondo di Paul verrà così sconvolto da una serie di morti di persone a lui vicine, come il suo dottore, suo suocero e sua moglie. Su tutto si staglia la figura del Tenente Kaufmann che fino all'ultimo farà di tutto per impedire il losco piano di Janus, salvo restarne poi vittima.

Un film questo che ha voluto puntare più sulla componente psichica e sulla sensazione di paura, piuttosto che sulla pura violenza in your face. Un'idea che poteva avere un senso visto il risicato budget a disposizione, ma che in realtà fa risultare il film assai inconcludente e vagamente noioso. Il film presenta molti dialoghi che per la quasi totalità sono evitabili (e il doppiaggio a volte è davvero pessimo) e non spiegano molto di quello che sta accadendo. Memorabile in questo senso una battuta del tenente Kaufmann in presenza della seconda vittima, il suocero di Paul allevatore di polli : "spero che non vendesse i polli al Dr. Meister". E niente...andiamo avanti..

Uno dei problemi che ho trovato sono state le inquadrature che specie nei momenti di tensione, ovvero quelli in cui qualcuno viene ucciso, sono talmente confusionarie da non farti capire un cazzo di quello che sta succedendo. Diciamo che una regia più pulita forse avrebbe aiutato. Da approfondire sarebbero state anche le figure di Monica e William, due arzilli vecchietti intervistati nel docu-film di Paul, e che sembrano avere il vizio di saltare di corpo in corpo (birbantelli).
Le recitazione dal canto suo non è per niente da ricordare, anzi come spesso accade in film di questo tipo risulta piatta e a volte davvero poco convincente. 
per concludere...un tentativo poco riuscito di creare un qualcosa che andasse contro lo standard dell'horror/splatter di serie B tipico di quel periodo, ma che come dicevo in precedenza risulta solo un minestrone noioso.

Titolo originale: Eternal Evil, The Blue Man
Regia: George Mihalka
Durata: 85 min
Musica: Marvin Dolgay


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