Non Guardare in Cantina
Non guardare in cantina...anche perche in cantina non ci andranno praticamente mai.
Non so perché ho deciso di vedermi questo film, per curiosità forse, o forse perché non avevo proprio un cazzo da fare. Ho visto il titolo e ho pensato "cantina, horror...magari un serial killer che uccide chiunque si avventuri nello scantinato?" No. No avevo proprio sbagliato. Il film è ambientato in una clinica psichiatrica privata, dove i pazienti sono liberi di scorrazzare dove e quando vogliono, dando anche una mano nelle faccende domestiche.
Alla clinica si presenta così la giovane infermiera Charlotte Beale, asserendo di essere stata assunta dal Dr. Stephens. A colloquio con la dottoressa Master viene a sapere della morte del dottore, ma nonostante tutto viene assunto dalla dottoressa, anche se inizialmente molto riluttante ad accettarla.
Charlotte prende così servizio, ma il suo lavoro inizia ben presto ad essere intralciato dagli strani comportamenti dei pazienti, e da alcuni strani episodi.
In quella che dovrebbe essere un'escalation di tensione, si assisterà ben presto al degenerare della situazione, e al verificarsi di sempre più strani comportamenti da parte dei pazienti.
La situazione diventerà insostenibile per Charlotte quando scoprirà che la dottoressa Masters non è a capo della clinica, ma bensì è essa stessa una paziente del Dr. Stephens.
Per come l'ho vissuto io questo film è di una noia mortale. Ho faticato seriamente a reggere la prima ora (il film dura un'ora e mezza) Il film non fa paura, neanche lontanamente proprio, non genera ansia nello spettatore, che sarebbe quello che mi sarei aspettato da una trama e una ambientazione del genere. Le scene gore sono praticamente assenti...se si esclude la scena finale che non starò a descrivere. La prima ora di film è spesa quasi interamente in dialoghi, soprattutto trai pazienti malati di mente. Ma sono dialoghi che non portano a nulla e molte volte mi sembrano fini a se stessi. Alla fine come dicevo c'è pure stata una scena di follia collettiva in cui è schizzato sangue, ma a quel punto non vedevo l'ora che il film finisse. La noia aveva vinto.
I pazienti poi sono lo stereotipo dei classici malati di mente: c'è il reduce di guerra traumatizzato, la ninfomane in cerca "d'amore", la ragazza chiusa in se stessa, la vecchia pazza, un giudice che sa ripete ossessivamente il proprio nome e la propria professione (e credevo che fosse lui il più inquietante..) , e infine un omone di colore che in seguito ad una lobotomia andata male, è rimasto col cervello di un bambino.
La recitazione è comunque nella media e la regia tutto sommato si salva, ma a mio modestissimo parere (sono un nessuno in materia) non basta per farmi piacere un film molto lento, troppo lento.
Titolo originale: The Forgotten/ Don't Look in the Basement
Regia: S.F. Browning
Durata: 90 min.
giovedì 28 settembre 2017
mercoledì 27 settembre 2017
Il Ristorante all'Angolo
Un menù interessante
Proprio un bel film questo! mi ha divertito moltissimo vederlo, pur non essendo niente di originale. Voglio dire il cannibalismo all'interno di un ristorante, o con un ristorante sullo sfondo, non è niente di nuovo, anzi. Il film però a differenza di altri horror di serie B tipicamente 80' è ben realizzato, e tutto sommato anche ben recitato, sebbene molti degli attori fossero dilettanti e in seguito non abbiano recitato in altri film.
La trama è pressappoco questa: Anwar Namtut, un serial killer con la fissa per il culto della dea sumera Shitar. viene ucciso dalla polizia dopo un lungo inseguimento. Venti anni dopo i suoi due nipoti Michael e George, proprietari di un ristorante, ne dissotterrano il corpo per far tornare in vita il cervello dello zio tramite un rito magico. Tornato in vita lo zio..o meglio il suo cervello, rinchiuso in un barattolo sotto spirito, istruisce i suoi nipoti sul da farsi, e cioè sulla creazione di un "banchetto di sangue". Non bastasse questo, saranno anche costretti ad uccidere donne, e a raccattarne pezzi per creare un corpo per la dea nel momento in cui questa tornerà in vita. L'ultima cosa che i due dovranno fare sarà trovare una ragazza vergine (impresa di per se già dura..) da offrire in sacrificio alla dea Shitar. La scelta cadrà..ironia del destino..sulla figlia di un poliziotto, lo stesso che venti anni prima uccise Anwar.
Tutto questo fa da sfondo ad una serie di omicidi efferati, tra cui da segnalare la strage delle cheerleader nude (si sono nude ma non ho capito perche..) e il massacro di due puttane, rimorchiate dai due fratelli in un non identificato locale notturno. Tra l'altro ad una delle due puttane verrà fritta la testa nella friggitrice, e le verrà recisa da uno dei due a colpi di scopa..
Un piccolo cult del cinema trash/horror/splatter insomma, anche se già so che molti non la penseranno come me.
La curiosità è che è stato girato da una donna, Jackie Kong, e credo sia una rarità. Non ho grande memoria ma non ricordo molte registe donna dedite a film horror/splatter. Una nota di merito in più.
Titolo originale: Blood Diner
Regia: Jackie Kong
Durata: 88 min.
Un menù interessante
Proprio un bel film questo! mi ha divertito moltissimo vederlo, pur non essendo niente di originale. Voglio dire il cannibalismo all'interno di un ristorante, o con un ristorante sullo sfondo, non è niente di nuovo, anzi. Il film però a differenza di altri horror di serie B tipicamente 80' è ben realizzato, e tutto sommato anche ben recitato, sebbene molti degli attori fossero dilettanti e in seguito non abbiano recitato in altri film.
La trama è pressappoco questa: Anwar Namtut, un serial killer con la fissa per il culto della dea sumera Shitar. viene ucciso dalla polizia dopo un lungo inseguimento. Venti anni dopo i suoi due nipoti Michael e George, proprietari di un ristorante, ne dissotterrano il corpo per far tornare in vita il cervello dello zio tramite un rito magico. Tornato in vita lo zio..o meglio il suo cervello, rinchiuso in un barattolo sotto spirito, istruisce i suoi nipoti sul da farsi, e cioè sulla creazione di un "banchetto di sangue". Non bastasse questo, saranno anche costretti ad uccidere donne, e a raccattarne pezzi per creare un corpo per la dea nel momento in cui questa tornerà in vita. L'ultima cosa che i due dovranno fare sarà trovare una ragazza vergine (impresa di per se già dura..) da offrire in sacrificio alla dea Shitar. La scelta cadrà..ironia del destino..sulla figlia di un poliziotto, lo stesso che venti anni prima uccise Anwar.Tutto questo fa da sfondo ad una serie di omicidi efferati, tra cui da segnalare la strage delle cheerleader nude (si sono nude ma non ho capito perche..) e il massacro di due puttane, rimorchiate dai due fratelli in un non identificato locale notturno. Tra l'altro ad una delle due puttane verrà fritta la testa nella friggitrice, e le verrà recisa da uno dei due a colpi di scopa..
Un piccolo cult del cinema trash/horror/splatter insomma, anche se già so che molti non la penseranno come me.
La curiosità è che è stato girato da una donna, Jackie Kong, e credo sia una rarità. Non ho grande memoria ma non ricordo molte registe donna dedite a film horror/splatter. Una nota di merito in più.
Titolo originale: Blood Diner
Regia: Jackie Kong
Durata: 88 min.
martedì 26 settembre 2017
SICK-O-PATHICS
A volte la qualità non è tutto.
Sick-O-Pathics è un film horror amatoriale italiano del 1996. Questo è un film, o cortometraggio visto che dura non più di 45 minuti, di una volgarità e una scorrettezza rare da vedere in un film amatoriale.
Il film si apre con un baldanzoso omone dalla folta chioma nera, che mentre cammina lungo una strada, travolge tutto ciò che incontra: una signora con la spesa, un gruppo di delinquenti armati di coltelli e mazze...e che ha pure il tempo per staccare il braccio ad un poveretto, con seguenti schizzi di sangue in tipico splatter-style.
L'uomo seguendo alcuni segnali arriva poi in quello che sembra uno scantinato, pieno di poster di vecchi film horror e videocassette, dove un uomo che si presenta a lui come grande regista lo rapisce, lo lega e lo costringe a sorbirsi tutti i suoi "capolavori"
I capolavori altro non sono che i tre episodi di cui si compone il cortometraggio: "Hello Dolly", storia di un ragazzo talmente astinente da sesso, da doversi procurare per forza una bambola gonfiabile. Tale bambola però non è normale, e qualcosa in questo senso si doveva capire quando il proprietario del sexy shop, fa firmare al povero tizio un documento...col proprio sangue!
Arrivato a casa e spacchettata la bambola, però il ragazzo si rende conto che è già stata usata, e quindi sporca di sperma. Decide di lasciar perdere e si addormenta. A questo punto la bambola si gonfia, prende vita e...e poi ve lo vedete.
Nel secondo episodio intitolato "The Poor, The Flesh and the Bag", un ragazzo oberato da un debito nei confronti di uno strozzino, e pressato da questi ed un suo scagnozzo, non trova altra soluzione se non rubare una borsa abbandonata da una sospetta donna vestita in abiti neri.
La borsa ovviamente è chiusa e nel tentativo di aprirla questa prende vita, e per il ragazzo ovviamente finisce in merda.
L'ultimo episodio "Aerophagus" è forse trai tre il mio preferito. Un ragazzo affetto da coprofilia, e cioè dal desiderio di circondarsi di sporcizie assortite, si reca in vacanza su un'isola greca...o su una finta isola greca, come detto anche nel film. Lì il nostro eroe, dopo aver inorridito il suo vicino di posto sull'aereo, dovrà suo malgrado vedersela con un tizio che, scampato ad un disastro aereo, è sopravvissuto per anni mangiando fagioli, e le cui scoregge sono capaci di squartare le persone. Insomma va visto per apprezzarlo, a parole è difficile rendere l'idea.
Recitazione dilettantesca, regia scadente, dialoghi trascurabili (il film è in inglese e coi sottotitoli) tutto questo farebbe pensare ad un qualcosa da evitare, ma se a qualcuno piace la volgarità gratuita questo film piacerà.
Regia: Brigida Costa, Massimo Lavagnini
Durata: 55 min.
Curiosità: Cammeo del grande regista Lucio Fulci.
A volte la qualità non è tutto.
Sick-O-Pathics è un film horror amatoriale italiano del 1996. Questo è un film, o cortometraggio visto che dura non più di 45 minuti, di una volgarità e una scorrettezza rare da vedere in un film amatoriale.
Il film si apre con un baldanzoso omone dalla folta chioma nera, che mentre cammina lungo una strada, travolge tutto ciò che incontra: una signora con la spesa, un gruppo di delinquenti armati di coltelli e mazze...e che ha pure il tempo per staccare il braccio ad un poveretto, con seguenti schizzi di sangue in tipico splatter-style.
L'uomo seguendo alcuni segnali arriva poi in quello che sembra uno scantinato, pieno di poster di vecchi film horror e videocassette, dove un uomo che si presenta a lui come grande regista lo rapisce, lo lega e lo costringe a sorbirsi tutti i suoi "capolavori"
I capolavori altro non sono che i tre episodi di cui si compone il cortometraggio: "Hello Dolly", storia di un ragazzo talmente astinente da sesso, da doversi procurare per forza una bambola gonfiabile. Tale bambola però non è normale, e qualcosa in questo senso si doveva capire quando il proprietario del sexy shop, fa firmare al povero tizio un documento...col proprio sangue!
Arrivato a casa e spacchettata la bambola, però il ragazzo si rende conto che è già stata usata, e quindi sporca di sperma. Decide di lasciar perdere e si addormenta. A questo punto la bambola si gonfia, prende vita e...e poi ve lo vedete.
Nel secondo episodio intitolato "The Poor, The Flesh and the Bag", un ragazzo oberato da un debito nei confronti di uno strozzino, e pressato da questi ed un suo scagnozzo, non trova altra soluzione se non rubare una borsa abbandonata da una sospetta donna vestita in abiti neri.
La borsa ovviamente è chiusa e nel tentativo di aprirla questa prende vita, e per il ragazzo ovviamente finisce in merda.
L'ultimo episodio "Aerophagus" è forse trai tre il mio preferito. Un ragazzo affetto da coprofilia, e cioè dal desiderio di circondarsi di sporcizie assortite, si reca in vacanza su un'isola greca...o su una finta isola greca, come detto anche nel film. Lì il nostro eroe, dopo aver inorridito il suo vicino di posto sull'aereo, dovrà suo malgrado vedersela con un tizio che, scampato ad un disastro aereo, è sopravvissuto per anni mangiando fagioli, e le cui scoregge sono capaci di squartare le persone. Insomma va visto per apprezzarlo, a parole è difficile rendere l'idea.
Recitazione dilettantesca, regia scadente, dialoghi trascurabili (il film è in inglese e coi sottotitoli) tutto questo farebbe pensare ad un qualcosa da evitare, ma se a qualcuno piace la volgarità gratuita questo film piacerà.
Regia: Brigida Costa, Massimo Lavagnini
Durata: 55 min.
Curiosità: Cammeo del grande regista Lucio Fulci.
lunedì 25 settembre 2017
Bloodsuckers From Outer Space (1984)
Quando sconfiggere un virus è facile come curare l'asma.
Bloodsuckers From Outer Space, ossia un virus venuto dallo spazio, che se respirato può trasformare chiunque in un vampiro assetato di sangue. Questo è un po l'incipit del film, e la trama su cui regge tutta la storia.
A combattere questo virus sono due "fidanzati", un team di scienziati di un centro di ricerca...e un improbabile Generale con la fissa per la bomba atomica.
E come saranno mai questi esseri umani tramutati in vampiri? Blu. No davvero, hanno la pelle bluastra con disegnate delle vene azzurre su collo e fronte, e dei rivoli di sangue ai lati della bocca...che sembrano anch'essi disegnati. E come si comportano? Sono un misto tra vampiri appunto, e zombie; mordono al collo, o come in una scena nel centro del paesino, ti assalgono e ti squartano...come i classici zombie appunto. Questi vampiri poi parlano, parlano pure troppo secondo me.
Dicevamo dei protagonisti, Jeff e Julie, due perfetti sconosciuti che senza nemmeno essersi presentati, finiscono sul divano di lui a fare sesso selvaggio (e chiamali scemi). E come riusciranno i nostri intrepidi eroi a sconfiggere questo malvagio virus venuto dallo spazio? lascio a chi vuole vederlo la sorpresa finale.
Ovviamente non è un film da prendere particolarmente sul serio, ne tanto meno un film da cui aspettarsi epiche scene di lotta uomo vs zombie, anzi quelle poche scene di lotta sono fatte col culo..per parlare chiaro. I dialoghi sono abbastanza forzati e per nulla memorabili, ma nonostante questi difetti che per qualcuno basterebbero per spegnere la tv...o il computer nel mio caso...mi sono convinto ad andare sino in fondo, e a capire col passare dei minuti che il film mi divertiva, pur nella sua totale mancanza di stile. Penso sia un piccolo cult a modo suo, mi sono fatto grasse risate vedendolo, anche e soprattutto grazie a citati errori e alle piccole assurdità di cui questo film è pieno.
Regia: Glen Coburn
Durata: 79 min.
Quando sconfiggere un virus è facile come curare l'asma.
Bloodsuckers From Outer Space, ossia un virus venuto dallo spazio, che se respirato può trasformare chiunque in un vampiro assetato di sangue. Questo è un po l'incipit del film, e la trama su cui regge tutta la storia.
A combattere questo virus sono due "fidanzati", un team di scienziati di un centro di ricerca...e un improbabile Generale con la fissa per la bomba atomica.
E come saranno mai questi esseri umani tramutati in vampiri? Blu. No davvero, hanno la pelle bluastra con disegnate delle vene azzurre su collo e fronte, e dei rivoli di sangue ai lati della bocca...che sembrano anch'essi disegnati. E come si comportano? Sono un misto tra vampiri appunto, e zombie; mordono al collo, o come in una scena nel centro del paesino, ti assalgono e ti squartano...come i classici zombie appunto. Questi vampiri poi parlano, parlano pure troppo secondo me.
Dicevamo dei protagonisti, Jeff e Julie, due perfetti sconosciuti che senza nemmeno essersi presentati, finiscono sul divano di lui a fare sesso selvaggio (e chiamali scemi). E come riusciranno i nostri intrepidi eroi a sconfiggere questo malvagio virus venuto dallo spazio? lascio a chi vuole vederlo la sorpresa finale.
Ovviamente non è un film da prendere particolarmente sul serio, ne tanto meno un film da cui aspettarsi epiche scene di lotta uomo vs zombie, anzi quelle poche scene di lotta sono fatte col culo..per parlare chiaro. I dialoghi sono abbastanza forzati e per nulla memorabili, ma nonostante questi difetti che per qualcuno basterebbero per spegnere la tv...o il computer nel mio caso...mi sono convinto ad andare sino in fondo, e a capire col passare dei minuti che il film mi divertiva, pur nella sua totale mancanza di stile. Penso sia un piccolo cult a modo suo, mi sono fatto grasse risate vedendolo, anche e soprattutto grazie a citati errori e alle piccole assurdità di cui questo film è pieno.
Regia: Glen Coburn
Durata: 79 min.
domenica 24 settembre 2017
La Morte Dietro il Cancello (1972)
I pupazzi del Dr. Byron
Asylum (in italiano La Morte Dietro al Cancello) è un film horror inglese del 1972, diviso in quattro episodi.
Il Dr. Martin arriva in questo ospedale psichiatrico, in risposta all'annuncio del Dr. Rutherford, uno psicologo bloccato in sedia a rotelle in seguito, dice lui, ad un'aggressione da parte del suo collega, il Dr. Starr.
Il Dr. Rutherford sfida il Dr. Martin a riconoscere il Dr. Starr, rinchiuso in seguito all'aggressione, in mezzo ai quattro pazienti rinchiusi nella struttura. Il Dr. Martin ovviamente accetta, e da questo punto il film si divide in quattro episodi.
Nel primo episodio intitolato "Frozen Fear" il Dr. Martin avrà a che fare con una certa Bonnie, accusata dell'omicidio del proprio amante e della rispettiva moglie.
Nel secondo intitolato "The Weird Tailor" il nostro caro psichiatra dovrà ascoltare il racconto di un povero sarto, reo di aver ucciso un suo cliente, e di avergli sottratto un prezioso libro contenente formule per resuscitare i morti.
Il terzo episodio "Lucy Come to Stay" lo vede alle prese con una donna che soffre di allucinazioni nelle quali vede questa Lucy, e nello specifico viene accusata di aver ucciso il fratello, e quella che avrebbe dovuto essere la sua badante...si, perché lei era da poco tornata a casa per un ricovero in seguito a queste allucinazioni.
Il quarto ed ultimo episodio si intitola "Mannikins of Horror" ed è quello che forse mi è piaciuto di più. Il Dr. Martin si trova alle prese con un paziente atipico,il Dr. Byron, che ha un hobby davvero particolare ed inquietante: creare piccoli pupazzetti a cui dare vita. Finirà in modo tragico per un protagonista del film.
Di più sulla trama non mi va di dire perché non sarebbe giusto spoilerarlo, però devo dire che il film nella sua totalità non mi ha entusiasmato. Il livello della tensione (nonostante la classica musichetta) non è mai troppo alto, e in molti frangenti mi sono quasi annoiato. Poi sarò io strano, però mi aspettavo un po di suspense in più, magari anche un po più di sangue.
Titolo originale: Asylum
Regia: Roy Ward Baker
Durata: 88 min.
I pupazzi del Dr. Byron
Asylum (in italiano La Morte Dietro al Cancello) è un film horror inglese del 1972, diviso in quattro episodi.
Il Dr. Martin arriva in questo ospedale psichiatrico, in risposta all'annuncio del Dr. Rutherford, uno psicologo bloccato in sedia a rotelle in seguito, dice lui, ad un'aggressione da parte del suo collega, il Dr. Starr.
Il Dr. Rutherford sfida il Dr. Martin a riconoscere il Dr. Starr, rinchiuso in seguito all'aggressione, in mezzo ai quattro pazienti rinchiusi nella struttura. Il Dr. Martin ovviamente accetta, e da questo punto il film si divide in quattro episodi.
Nel primo episodio intitolato "Frozen Fear" il Dr. Martin avrà a che fare con una certa Bonnie, accusata dell'omicidio del proprio amante e della rispettiva moglie.
Nel secondo intitolato "The Weird Tailor" il nostro caro psichiatra dovrà ascoltare il racconto di un povero sarto, reo di aver ucciso un suo cliente, e di avergli sottratto un prezioso libro contenente formule per resuscitare i morti.
Il terzo episodio "Lucy Come to Stay" lo vede alle prese con una donna che soffre di allucinazioni nelle quali vede questa Lucy, e nello specifico viene accusata di aver ucciso il fratello, e quella che avrebbe dovuto essere la sua badante...si, perché lei era da poco tornata a casa per un ricovero in seguito a queste allucinazioni.
Il quarto ed ultimo episodio si intitola "Mannikins of Horror" ed è quello che forse mi è piaciuto di più. Il Dr. Martin si trova alle prese con un paziente atipico,il Dr. Byron, che ha un hobby davvero particolare ed inquietante: creare piccoli pupazzetti a cui dare vita. Finirà in modo tragico per un protagonista del film.
Di più sulla trama non mi va di dire perché non sarebbe giusto spoilerarlo, però devo dire che il film nella sua totalità non mi ha entusiasmato. Il livello della tensione (nonostante la classica musichetta) non è mai troppo alto, e in molti frangenti mi sono quasi annoiato. Poi sarò io strano, però mi aspettavo un po di suspense in più, magari anche un po più di sangue.
Titolo originale: Asylum
Regia: Roy Ward Baker
Durata: 88 min.
Le Tombe dei Resuscitati Ciechi (1971)
I Templariii!!
La Noche del Terror Ciego (in italiano "Le Tombe dei Resuscitati Ciechi") è una produzione ispano-portoghese del 1971.
Virginia, una giovane ragazza in vacanza con l'amico Roger, incontra in un lussuoso Hotel nella campagna spagnola una sua vecchia amica, Betty. Roger non perde tempo e appena conosciuta invita Betty ad unirsi a loro, scatenando la gelosia della povera Virginia. In treno i sospetti della ragazza diventano ancora più forti, così tanto da spingerla a saltare giù dal treno per ritrovarsi poi dispersa nella sconfinata campagna spagnola. Dopo tanto camminare s'imbattera in un'antica città ormai disabitata da anni, decidendo di accamparsi lì la notte. Scelta infausta.
La città infatti è disabitata sì, di giorno, ma non di notte quando dei defunti templari, dediti un tempo a riti satanici, e per questo maledetti e scomunicati, tornano in vita per cercare sangue per i loro riti. La povera Virginia ovviamente ci capiterà proprio nel mezzo.
Il film in sé non è male ma presenta alcuni difetti piuttosto evidenti: il difetto primario è il doppiaggio: ogni scena alterna italiano e spagnolo così spesso da mandarti in confusione...e paradossalmente quasi capivo di più lo spagnolo. Il secondo sono alcune situazioni secondo me al limite del ridicolo: c'è una scena in cui Roger, l'amico di Virginia, scappa dai templari e arriva a bussare alla porta della sua amica Betty e l'altra tipa di cui non ricordo il nome; Le due tipe cose fanno invece di aprire al povero Roger? litigano come due gatte isteriche. E per cosa poi? per problemi "sentimentali"...e intanto al povero Roger viene amputato un braccio con un fendente di spada. CAZZO APRITELA PRIMA LA PORTA!! dio santo..
Altra scena di cui non ho capito il senso è quando Pedro, un delinquente di mezza tacca che viene contattato da Roger per cercare l'amica Virginia, decide di seguire Betty all'esterno del loro rifugio nella città disabitata. Che succede? succede che dal nulla inizia a farle avance, e alla fine la violenta. Ma dico io...in una situazione del genere tu vai a violentare una povera ragazza? e allora ti sta bene che tu venga sbranato dai templari-zombie! (cosa che accadrà di lì a pochissimo)
Ma nel complesso mi sono abbastanza divertito. Dovessi dargli un voto..boh..diciamo che un 7 alla fine ci sta tutto.
Titolo originale: La Noche del Terror Ciego
Regia: Amando De Ossorio
Durata: 101 min.
I Templariii!!
La Noche del Terror Ciego (in italiano "Le Tombe dei Resuscitati Ciechi") è una produzione ispano-portoghese del 1971.
Virginia, una giovane ragazza in vacanza con l'amico Roger, incontra in un lussuoso Hotel nella campagna spagnola una sua vecchia amica, Betty. Roger non perde tempo e appena conosciuta invita Betty ad unirsi a loro, scatenando la gelosia della povera Virginia. In treno i sospetti della ragazza diventano ancora più forti, così tanto da spingerla a saltare giù dal treno per ritrovarsi poi dispersa nella sconfinata campagna spagnola. Dopo tanto camminare s'imbattera in un'antica città ormai disabitata da anni, decidendo di accamparsi lì la notte. Scelta infausta.La città infatti è disabitata sì, di giorno, ma non di notte quando dei defunti templari, dediti un tempo a riti satanici, e per questo maledetti e scomunicati, tornano in vita per cercare sangue per i loro riti. La povera Virginia ovviamente ci capiterà proprio nel mezzo.
Il film in sé non è male ma presenta alcuni difetti piuttosto evidenti: il difetto primario è il doppiaggio: ogni scena alterna italiano e spagnolo così spesso da mandarti in confusione...e paradossalmente quasi capivo di più lo spagnolo. Il secondo sono alcune situazioni secondo me al limite del ridicolo: c'è una scena in cui Roger, l'amico di Virginia, scappa dai templari e arriva a bussare alla porta della sua amica Betty e l'altra tipa di cui non ricordo il nome; Le due tipe cose fanno invece di aprire al povero Roger? litigano come due gatte isteriche. E per cosa poi? per problemi "sentimentali"...e intanto al povero Roger viene amputato un braccio con un fendente di spada. CAZZO APRITELA PRIMA LA PORTA!! dio santo..
Altra scena di cui non ho capito il senso è quando Pedro, un delinquente di mezza tacca che viene contattato da Roger per cercare l'amica Virginia, decide di seguire Betty all'esterno del loro rifugio nella città disabitata. Che succede? succede che dal nulla inizia a farle avance, e alla fine la violenta. Ma dico io...in una situazione del genere tu vai a violentare una povera ragazza? e allora ti sta bene che tu venga sbranato dai templari-zombie! (cosa che accadrà di lì a pochissimo)
Ma nel complesso mi sono abbastanza divertito. Dovessi dargli un voto..boh..diciamo che un 7 alla fine ci sta tutto.
Titolo originale: La Noche del Terror Ciego
Regia: Amando De Ossorio
Durata: 101 min.
mercoledì 16 agosto 2017
Crepe
Il ritorno alla solitudine è molto duro da sopportare, ti senti smarrito, incapace di fare qualunque cosa, depresso. L'umore traballa come uno sgabello con una gamba più corta delle altre, e il caldo soffocante e la noia amplificano il tutto in maniera insopportabile.
Mi siedo in giardino sotto al grande albero. Prendo in mano un libro ed inizio distrattamente a leggerlo, ma no non ci riesco, la mia testa è altrove
Mi alzo e vado a buttarmi sul divano, e lì disteso fisso la parete bianca. Vedo una crepa. la immagino come un crepaccio, una specie di gran canyon visto dall'alto. Immagino minuscoli uomini invisibili sull'orlo del baratro, proprio come me. Mi giro dall'altra parte dove vedo solo lo schienale del divano. Tasto la superficie, guardo il colore della tappezzeria. Il color cacchetta fa veramente schifo, e inoltre vedo che ci sono diversi buchi e alcune macchie..andrebbe cambiata ma sono troppo pigro, e tutto sommato non me ne frega niente. Strano che abbia notato tutto ciò solo adesso.
Mi alzo anche dal divano ed inizio a camminare su e giù per casa, senza uno scopo preciso in verità. Mi affaccio in cucina, giusto il tempo di notare che il pavimento è sporco e con un focolaio di formiche vicino alla porta che da sul retro. Mi dirigo poi al piano superiore nella mia stanza, è in disordine..tipico di me.. non mi va di metterla in ordine. Metto su un po di musica, i Clash..i miei amati...stacco dopo meno di un minuto di Tommy Gun. Trovo insopportabile tutto.
Torno di sotto, apro la porta dello sgabuzzino per cercare qualcosa...ma cosa? non ne ho idea. Chiudo la porta. Passo davanti alla tv in salotto, l'accendo. In onda un programma di approfondimento parla dell'omicidio di una donna, trovata fatta a pezzi in un cassonetto, spengo. Non sono dell'umore.
Vado al bagno, mi appoggio al lavandino e mi guardo allo specchio, ho delle borse sotto gli occhi così ampie che potrei usarle per un viaggio in Brasile. Noto anche altro, sto invecchiando e vedo delle rughe vicino agli occhi, e alcuni peli della barba che stanno diventando bianchi. Cavolo.
I capelli almeno loro sono ancora folti e lunghi, ancora del loro color nocciola. Sono spettinato e non mi lavo da due settimane. Puzzo. Ho perso la voglia anche di tenere a me stesso. Il bagno è un piccolo caos: sulla mensola sopra al lavandino è la confusione più totale. Tubetti di dentifricio spremuti e non del tutto finiti, lamette lasciate ad arrugginire, schiuma da barba vecchia di non si sa quanto.
Mi butto dell'acqua fresca sul viso nella speranza che almeno questo mi svegli dal mio torpore che sembra infinito. Funziona solo momentaneamente, e mentre scendo in giardino quella odiosa sensazione di impotenza si impossessa nuovamente di me.
Mi siedo, fisso l'orizzonte e mi chiedo cosa sta facendo, cosa io dovrei fare, e cosa invece evito di fare per troppa paura. Pensare mi fa venire mal di testa.
Ho fame, vado in cucina. Apro il frigo ma noto drammaticamente che è più deserto del deserto del Gobi. Apro la credenza, e pure lì la situazione non è tanto migliore. Dentro ad essa solo una scatola di bicarbonato di sodio, un pacchetto di stuzzicadenti (chissà come mai li ho..) e una sottomarca di fagioli andati a male. Ottimo mi dico. Prendo una decisione che non prendevo da giorni: esco, vado a fare la spesa. Controllo il portafogli: vuoto. Solo ora mi torna in mente che il primo del mese ho dimenticato di ritirare il mio sussidio, che capra!
Ormai è quasi un mese che faccio la vita del recluso, in questo mese ho dimenticato tutto, anche di fare le cose più semplici, quelle basilari per la sopravvivenza dell'uomo, o almeno quelle necessarie per fare una vita quanto più normale e dignitosa possibile. Ormai sono uno scarafaggio, incarcerato nella mia depressione cronica, o apatia..o chiamatela come cazzo vi pare.
Domani? non lo so. Intanto torno a stendermi sul divano, torno a fissare la parete, immagino sempre quei minuscoli uomini sull'orlo di un baratro profondissimo. Io ci sono caduto.
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