martedì 26 settembre 2017

SICK-O-PATHICS 

A volte la qualità non è tutto.

Sick-O-Pathics è un film horror amatoriale italiano del 1996. Questo è un film, o cortometraggio visto che dura non più di 45 minuti, di una volgarità e una scorrettezza rare da vedere in un film amatoriale. 
Il film si apre con un baldanzoso omone dalla folta chioma nera, che mentre cammina lungo una strada, travolge tutto ciò che incontra: una signora con la spesa, un gruppo di delinquenti armati di coltelli e mazze...e  che ha pure il tempo per staccare il braccio ad un poveretto, con seguenti schizzi di sangue in tipico splatter-style.
L'uomo seguendo alcuni segnali arriva poi in quello che sembra uno scantinato, pieno di poster di vecchi film horror e videocassette, dove un uomo che si presenta a lui come grande regista lo rapisce, lo lega e lo costringe a sorbirsi tutti i suoi "capolavori"
I capolavori altro non sono che i tre episodi di cui si compone il cortometraggio: "Hello Dolly", storia di un ragazzo talmente astinente da sesso, da doversi procurare per forza una bambola gonfiabile. Tale bambola però non è normale, e qualcosa in questo senso si doveva capire quando il proprietario del sexy shop, fa firmare al povero tizio un documento...col proprio sangue!
Arrivato a casa e spacchettata la bambola, però il ragazzo si rende conto che è già stata usata, e quindi sporca di sperma. Decide di lasciar perdere e si addormenta. A questo punto la bambola si gonfia, prende vita e...e poi ve lo vedete.
Nel secondo episodio intitolato "The Poor, The Flesh and the Bag", un ragazzo oberato da un debito nei confronti di uno strozzino, e pressato da questi ed un suo scagnozzo, non trova altra soluzione se non rubare una borsa abbandonata da una sospetta donna vestita in abiti neri.
La borsa ovviamente è chiusa e nel tentativo di aprirla questa prende vita, e per il ragazzo ovviamente finisce in merda.
L'ultimo episodio "Aerophagus" è forse trai tre il mio preferito. Un ragazzo affetto da coprofilia, e cioè dal desiderio di circondarsi di sporcizie assortite, si reca in vacanza su un'isola greca...o su una finta isola greca, come detto anche nel film. Lì il nostro eroe, dopo aver inorridito il suo vicino di posto sull'aereo, dovrà suo malgrado vedersela con un tizio che, scampato ad un disastro aereo, è sopravvissuto per anni mangiando fagioli, e le cui scoregge sono capaci di squartare le persone. Insomma va visto per apprezzarlo, a parole è difficile rendere l'idea.
Recitazione dilettantesca, regia scadente, dialoghi trascurabili (il film è in inglese e coi sottotitoli) tutto questo farebbe pensare ad un qualcosa da evitare, ma se a qualcuno piace la volgarità gratuita questo film piacerà.

Regia: Brigida Costa, Massimo Lavagnini
Durata: 55 min.
Curiosità: Cammeo del grande regista Lucio Fulci.

lunedì 25 settembre 2017

Bloodsuckers From Outer Space (1984)

Quando sconfiggere un virus è facile come curare l'asma.


Bloodsuckers From Outer Space, ossia un virus venuto dallo spazio, che se respirato può trasformare chiunque in un vampiro assetato di sangue. Questo è un po l'incipit del film, e la trama su cui regge tutta la storia.
A combattere questo virus sono due "fidanzati", un team di scienziati di un centro di ricerca...e un improbabile Generale con la fissa per la bomba atomica.
E come saranno mai questi esseri umani tramutati in vampiri? Blu. No davvero, hanno la pelle bluastra con disegnate delle vene azzurre su collo e fronte, e dei rivoli di sangue ai lati della bocca...che sembrano anch'essi disegnati. E come si comportano? Sono un misto tra vampiri appunto, e zombie; mordono al collo, o come in una scena nel centro del paesino, ti assalgono e ti squartano...come i classici zombie appunto. Questi vampiri poi parlano, parlano pure troppo secondo me. 
Dicevamo dei protagonisti, Jeff e Julie, due perfetti sconosciuti che senza nemmeno essersi presentati, finiscono sul divano di lui a fare sesso selvaggio (e chiamali scemi). E come riusciranno i nostri intrepidi eroi a sconfiggere questo malvagio virus venuto dallo spazio? lascio a chi vuole vederlo la sorpresa finale.
Ovviamente non è un film da prendere particolarmente sul serio, ne tanto meno un film da cui aspettarsi epiche scene di lotta uomo vs zombie, anzi quelle poche scene di lotta sono fatte col culo..per parlare chiaro. I dialoghi sono abbastanza forzati e per nulla memorabili, ma nonostante questi difetti che per qualcuno basterebbero per spegnere la tv...o il computer nel mio caso...mi sono convinto ad andare sino in fondo, e a capire col passare dei minuti che il film mi divertiva, pur nella sua totale mancanza di stile. Penso sia un piccolo cult a modo suo, mi sono fatto grasse risate vedendolo, anche e soprattutto grazie a citati errori e alle piccole assurdità di cui questo film è pieno.


Regia: Glen Coburn
Durata: 79 min.

domenica 24 settembre 2017

La Morte Dietro il Cancello (1972)

I pupazzi del Dr. Byron


Asylum (in italiano La Morte Dietro al Cancello) è un film horror inglese del 1972, diviso in quattro episodi.

Il Dr. Martin arriva in questo ospedale psichiatrico, in risposta all'annuncio del Dr. Rutherford, uno psicologo bloccato in sedia a rotelle in seguito, dice lui, ad un'aggressione da parte del suo collega, il Dr. Starr. 
Il Dr. Rutherford sfida il Dr. Martin a riconoscere il Dr. Starr, rinchiuso in seguito all'aggressione, in mezzo ai quattro pazienti rinchiusi nella struttura. Il Dr. Martin ovviamente accetta, e da questo punto il film si divide in quattro episodi.

Nel primo episodio intitolato "Frozen Fear" il Dr. Martin avrà a che fare con una certa Bonnie, accusata dell'omicidio del proprio amante e della rispettiva moglie.
Nel secondo intitolato "The Weird Tailor" il nostro caro psichiatra dovrà ascoltare il racconto di un povero sarto, reo di aver ucciso un suo cliente, e di avergli sottratto un prezioso libro contenente formule per resuscitare i morti.
Il terzo episodio "Lucy Come to Stay" lo vede alle prese con una donna che soffre di allucinazioni nelle quali vede questa Lucy, e nello specifico viene accusata di aver ucciso il fratello, e quella che avrebbe dovuto essere la sua badante...si, perché lei era da poco tornata a casa per un ricovero in seguito a queste allucinazioni.
Il quarto ed ultimo episodio si intitola "Mannikins of Horror" ed è quello che forse mi è piaciuto di più. Il Dr. Martin si trova alle prese con un paziente atipico,il Dr. Byron, che ha un hobby davvero particolare ed inquietante: creare piccoli pupazzetti a cui dare vita. Finirà in modo tragico per un protagonista del film.
Di più sulla trama non mi va di dire perché non sarebbe giusto spoilerarlo, però devo dire che il film nella sua totalità non mi ha entusiasmato. Il livello della tensione (nonostante la classica musichetta) non è mai troppo alto, e in molti frangenti mi sono quasi annoiato. Poi sarò io strano, però mi aspettavo un po di suspense in più, magari anche un po più di sangue. 

Titolo originale: Asylum
Regia: Roy Ward Baker
Durata: 88 min.
Le Tombe dei Resuscitati Ciechi (1971)

I Templariii!!

La Noche del Terror Ciego (in italiano "Le Tombe dei Resuscitati Ciechi") è una produzione ispano-portoghese del 1971.

Virginia, una giovane ragazza in vacanza con l'amico Roger, incontra in un lussuoso Hotel nella campagna spagnola una sua vecchia amica, Betty. Roger non perde tempo e appena conosciuta invita Betty ad unirsi a loro, scatenando la gelosia della povera Virginia. In treno i sospetti della ragazza diventano ancora più forti, così tanto da spingerla a saltare giù dal treno per ritrovarsi poi dispersa nella sconfinata campagna spagnola. Dopo tanto camminare s'imbattera in un'antica città ormai disabitata da anni, decidendo di accamparsi lì la notte. Scelta infausta.
La città infatti è disabitata sì, di giorno, ma non di notte quando dei defunti templari, dediti un tempo a riti satanici, e per questo maledetti e scomunicati, tornano in vita per cercare sangue per i loro riti. La povera Virginia ovviamente ci capiterà proprio nel mezzo.
Il film in sé non è male ma presenta alcuni difetti piuttosto evidenti: il difetto primario è il doppiaggio: ogni scena alterna italiano e spagnolo così spesso da mandarti in confusione...e paradossalmente quasi capivo di più lo spagnolo. Il secondo sono alcune situazioni secondo me al limite del ridicolo: c'è una scena in cui Roger, l'amico di Virginia, scappa dai templari e arriva a bussare alla porta della sua amica Betty e l'altra tipa di cui non ricordo il nome; Le due tipe cose fanno invece di aprire al povero Roger? litigano come due gatte isteriche. E per cosa poi? per problemi "sentimentali"...e intanto al povero Roger viene amputato un braccio con un fendente di spada. CAZZO APRITELA PRIMA LA PORTA!! dio santo..
Altra scena di cui non ho capito il senso è quando Pedro, un delinquente di mezza tacca che viene contattato da Roger per cercare l'amica Virginia, decide di seguire Betty all'esterno del loro rifugio nella città disabitata. Che succede? succede che dal nulla inizia a farle avance, e alla fine la violenta. Ma dico io...in una situazione del genere tu vai a violentare una povera ragazza? e allora ti sta bene che tu venga sbranato dai templari-zombie! (cosa che accadrà di lì a pochissimo)
Ma nel complesso mi sono abbastanza divertito. Dovessi dargli un voto..boh..diciamo che un 7 alla fine ci sta tutto.

Titolo originale: La Noche del Terror Ciego
Regia: Amando De Ossorio
Durata: 101 min.

mercoledì 16 agosto 2017


Crepe

Il ritorno alla solitudine è molto duro da sopportare, ti senti smarrito, incapace di fare qualunque cosa, depresso. L'umore traballa come uno sgabello con una gamba più corta delle altre, e il caldo soffocante e la noia amplificano il tutto in maniera insopportabile.
Mi siedo in giardino sotto al grande albero. Prendo in mano un libro ed inizio distrattamente a leggerlo, ma no non ci riesco, la mia testa è altrove
Mi alzo e vado a buttarmi sul divano, e lì disteso fisso la parete bianca. Vedo una crepa. la immagino come un crepaccio, una specie di gran canyon visto dall'alto. Immagino minuscoli uomini invisibili sull'orlo del baratro, proprio come me. Mi giro dall'altra parte dove vedo solo lo schienale del divano. Tasto la superficie, guardo il colore della tappezzeria. Il color cacchetta fa veramente schifo, e inoltre vedo che ci sono diversi buchi e alcune macchie..andrebbe cambiata ma sono troppo pigro, e tutto sommato non me ne frega niente. Strano che abbia notato tutto ciò solo adesso.
Mi alzo anche dal divano ed inizio a camminare su e giù per casa, senza uno scopo preciso in verità. Mi affaccio in cucina, giusto il tempo di notare che il pavimento è sporco e con un focolaio di formiche vicino alla porta che da sul retro. Mi dirigo poi al piano superiore nella mia stanza, è in disordine..tipico di me.. non mi va di metterla in ordine. Metto su un po di musica, i Clash..i miei amati...stacco dopo meno di un minuto di Tommy Gun. Trovo insopportabile tutto.
Torno di sotto, apro la porta dello sgabuzzino per cercare qualcosa...ma cosa? non ne ho idea. Chiudo la porta. Passo davanti alla tv in salotto, l'accendo. In onda un programma di approfondimento parla dell'omicidio di una donna, trovata fatta a pezzi in un cassonetto, spengo. Non sono dell'umore.
Vado al bagno, mi appoggio al lavandino e mi guardo allo specchio, ho delle borse sotto gli occhi così ampie che potrei usarle per un viaggio in Brasile. Noto anche altro, sto invecchiando e vedo delle rughe vicino agli occhi, e alcuni peli della barba che stanno diventando bianchi. Cavolo.
I capelli almeno loro sono ancora folti e lunghi, ancora del loro color nocciola. Sono spettinato e non mi lavo da due settimane. Puzzo. Ho perso la voglia anche di tenere a me stesso. Il bagno è un piccolo caos: sulla mensola sopra al lavandino è la confusione più totale. Tubetti di dentifricio spremuti e non del tutto finiti, lamette lasciate ad arrugginire, schiuma da barba vecchia di non si sa quanto. 
Mi butto dell'acqua fresca sul viso nella speranza che almeno questo mi svegli dal mio torpore che sembra infinito. Funziona solo momentaneamente, e mentre scendo in giardino quella odiosa sensazione di impotenza si impossessa nuovamente di me.
Mi siedo, fisso l'orizzonte e mi chiedo cosa sta facendo, cosa io dovrei fare, e cosa invece evito di fare per troppa paura.  Pensare mi fa venire mal di testa.
Ho fame, vado in cucina. Apro il frigo ma noto drammaticamente che è più deserto del deserto del Gobi. Apro la credenza, e pure lì la situazione non è tanto migliore. Dentro ad essa solo una scatola di bicarbonato di sodio, un pacchetto di stuzzicadenti (chissà come mai li ho..) e una sottomarca di fagioli andati a male. Ottimo mi dico. Prendo una decisione che non prendevo da giorni: esco, vado a fare la spesa. Controllo il portafogli: vuoto. Solo ora mi torna in mente che il primo del mese ho dimenticato di ritirare il mio sussidio, che capra! 
Ormai è quasi un mese che faccio la vita del recluso, in questo mese ho dimenticato tutto, anche di fare le cose più semplici, quelle basilari per la sopravvivenza dell'uomo, o almeno quelle necessarie per fare una vita quanto più normale e dignitosa possibile. Ormai sono uno scarafaggio, incarcerato nella mia depressione cronica, o apatia..o chiamatela come cazzo vi pare.
Domani? non lo so. Intanto torno a stendermi sul divano, torno a fissare la parete, immagino sempre quei minuscoli uomini sull'orlo di un baratro profondissimo. Io ci sono caduto.

domenica 2 luglio 2017



Era la sera di Halloween del 2015, ed io ero seduto al pub in compagnia di amici e amiche. La serata stava trascorrendo piacevole, tra discorsi ameni e tante risate. Eravamo in pub come detto, e il locale ovviamente pullulava di gente, tutta mascherata ovvio. Io no, non sono un tipo da mascherate, e come amo ripetere "sono talmente brutto, che faccio già abbastanza paura così" Il locale invece era addobbato di tutto punto, con finte ragnatele un po ovunque, pipistrelli di plastica e le immancabili zucche decorate.
Proprio mentre mi ero quasi deciso ad alzarmi ed andarmene a casa, ecco che entra questa ragazza: bellissima, capelli neri, viso dolcissimo e due occhi scuri che farebbero sciogliere anche il cuore più duro. Si mette seduta ad un tavolo da sola, ed io inizio subito a fissarla..ovviamente senza farmi vedere. Vedo che il suo visetto è corrucciato, e che sta borbottando qualcosa tra se e se. La mia curiosità, mista a voglia di conoscerla, era troppa: mi faccio coraggio, tracanno l'ultimo sorso della mia birra scura, e decido di prendere la situazione in pugno. Mi avvicino al suo tavolo e lei subito mi tira un'occhiataccia,  io penso "ok non vuole rotture di coglioni" ma proprio in quel momento mi sorride e mi invita a sedermi.
Finalmente siamo vicini, uno di fronte all'altra, e lei è ancora più bella che da lontano. Ci fissiamo per un attimo, non so cosa dire, ma ci pensa lei a sbloccare la cosa
"come mai mi stavi fissando prima?"
cazzo se ne era accorta..
"ehm...così..sei..molto bella"
"stasera sono tutto tranne che bella.."
rimango gelato, non so più cosa dire..
dal nulla "ti vedo triste, ti va di parlarne?"
Lei inaspettatamente mi sorride "sai i miei amici mi hanno dato buca, proprio la sera di Halloween! ci crederesti?"
"che stronzi" dico io
"già, proprio stronzi"
Da li la conversazione si sblocca, iniziamo a parlare e il suo volto sembra distendersi.Vengo a sapere che si chiama Giulia.."non avevo mai conosciuto nessuna Giulia" dico io, "io di Alessandri ne ho conosciuti fin troppi in vita mia" dice lei, ridendo. Quando ride è stupenda.
Parliamo per molto tempo, forse più di due ore. Ogni tanto mi giro verso il tavolo dove stavo con i miei amici, ma dopo un po mi rendo conto che ad uno ad uno se ne stanno andando senza di me. La cosa non m'importa, con Giulia sto così bene, che se lei decidesse di rimanere fino alla chiusura, le farei compagnia.
A fine serata mi dice "Alex io devo per forza andare, altrimenti domattina in studio ci va la mia versione zombie!"
"ok.." dico io un po rammaricato "..ma spero di vederti ancora.." continuo, a dire il vero senza troppe speranze.
"facciamo così" dice "ti lascio il mio numero, ok?"
Ero al settimo cielo "ok!"
Si alza, si sistema la mini gonna, e si avvia all'uscita. Guardandola penso "cavolo, oltre che bella ha pure un culo da panico..guarda come ondeggia.."
Rimango come inebetito a fissarla finché non oltrepassa la porta, a quel punto un sorriso enorme mi si stampa sul volto, mentre ripiego il foglio col suo numero, e lo metto nella tasca interna della giacca di pelle.
Ordino un'altra birra, e rimango seduto al tavolo fino alla chiusura, tanto che il proprietario vedendomi ancora li "guarda che io sto per chiudere eh, e non ho posti letto!
"oh ah..ehm..eh eh vado vado" dico un po imbarazzato.
Mi ritrovo in strada che è quasi mattina, sono brillo e ho ancora negli occhi il dolce viso di Giulia. Mi avvio verso casa canticchiando, non lo faccio mai..

sabato 1 luglio 2017

Poliziotto Sadico (1988)

Police brutality

Un bel film Maniac Cop, l'ho guardato tutto d'un fiato, nonostante non fosse poi così horror come diceva la descrizione. 
La storia in breve: Un poliziotto bravo nel suo lavoro, ma dai metodi rudi, viene ingiustamente incarcerato. Rifiuta l'isolamento, e vien così messo in una cella comune, assieme a tanti criminali da lui stesso arrestati, e vogliosi di prendersi la loro personale rivincita. Cosa accade poi? accade quello che ci si aspetta, ossia che le vittime dei suoi arresti si vendicano, accoltellandolo mentre si sta facendo la doccia.
Il poliziotto creduto morto viene trasportato all'obitorio del carcere, ma sua moglie, poliziotta anch'essa, in qualche modo con l'aiuto dello psicologo del carcere, riesce a far sparire la salma. 
Il problema è che Matt Cordell (interpretato da Robert Z'Dar), questo il nome del poliziotto, non è affatto morto. In qualche modo si è salvato, anche se a quanto pare con gravissimi danni cerebrali. 
Cordell torna così in azione per uccidere chi lo ha ingiustamente accusato e fatto incarcerare...solo che..e questo è un mio parere...sembra che uccida più gente a cazzo, piuttosto che quelli che dovrebbe veramente uccidere. Il resto lo lascio a chi vorrà vederselo.
Non un capolavoro onestamente, ma come dicevo un bel film..almeno a mio modestissimo giudizio. Per essere un horror a me non ha spaventato granché, la tensione rimane sempre sotto la soglia di guardia, e anche di violenza esplicita ce n'è poca. Un film che tutto sommato però si lascia guardare.
Adesso ovviamente dovrò vedere i due sequel che questo film si porta appresso, un po perché comunque come dicevo questo film mi è piaciuto, ma soprattutto per conoscere gli sviluppi della storia, e soprattutto per conoscere le sorti di Matt Cordell.

Titolo originale: Maniac Cop
Regia: William Lustig
Durata: 85 min.