venerdì 27 marzo 2015



Camminavo tutto tranquillo, diretto verso casa dopo un'altra giornata inconcludente. Avevo passato la mattinata in coda per ritirare il sussidio di disoccupazione, e adesso col grigiore nel cuore me ne tornavo a casa, a seppellirmi su qualche libro...o magari ad oziare sul divano fissando la parete bianca.
Ad un tratto iniziò a piovere, ma li per li non ci feci caso, era solo qualche goccia che a malapena mi bagnava il chiodo. La pioggia via via si fece sempre più insistente, il cielo da grigio chiaro diventò sempre più scuro, sempre di più. Volevo cercar di accelerare il passo, per evitare di tornare a casa fradicio, ma non  ci riuscii. C'era qualcosa dentro di me che mi diceva di godermela, di lasciare che la pioggia lavasse via tutti i miei problemi e tutte le mie preoccupazioni.
Mi sedetti su una panchina, a godermi il cielo scuro, i lampi e il suono dei tuoni che iniziavano ad imperversare. 
Vedevo tutti correre, mettersi al riparo, aprire ombrelli per evitare di bagnarsi. Io stavo li, fermo, sotto l'acqua e con un sorriso idiota sul volto. Un uomo mi si avvicinò "ehi ragazzo, ma che fai fermo li, ti bagni tutto"
"cosa?" chiesi io, sempre più rapito e con la testa chissà dove
"bah...fa come vuoi" disse, e si allontanò borbottando
Il lago si stava ingrossando, le anatre cercavano rifugio tra le canne. Nuvole nere sopra di me, i lampioni si accesero come a voler far luce sui miei problemi. Decisi di destarmi dal mio torpore, e di tornar a casa...ma senza eccessiva fretta.
Lungo la strada misi il piede in una pozzanghera, una pozzanghera profonda, molto profonda. Effettivamente era così profonda che quasi ci annegai dentro, o forse era solo la mia fantasia che correva troppo.
Tornai a casa completamente zuppo. Mi tolsi i vestiti completamente fradici, mi asciugai e mi buttai a corpo morto sul letto. Fissando il soffitto mi sentii così bene...come non ero stato mai.

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