giovedì 26 marzo 2015


Il pomeriggio di Adam

Me ne stavo sdraiato in cortile a fissare il cielo azzurro e limpido, e a godermi una delle prime giornate calde. Ero di nuovo alle prese con quei dannati bruciori di stomaco. Mi sentivo come se qualcuno mi avesse riempito le budella di acido solforico, ma ormai ci convivevo da anni, quindi cercai di stringere i denti.
Notai una nuvola a forma di gelataio, un'altra a forma conica, un'altra ancora a forma di nave dei pirati. Figo.
Nella casa accanto stavano litigando, ancora. Si sentiva distintamente il marito, un emigrante del sud, prendersela con sua moglie perché "ti sei di nuovo fatta il lattaio, maiala!" e io un po sadicamente me la ridevo sotto i baffi, che non ho.
Nell'altra casa, quella subito di fronte a me, il vecchio Ola Abraham stava falciando il prato con una maestria che non gli riconoscevo. Il vecchio Ola è un'ebreo sulla settantina, propietario di un negozio di liquori dove ero abituato a servirmi...anche senza pagare.
Un gatto mi passa vicino, mi fissa e si mette a leccarmi il viso. Io sono un asociale, bastardo, puzzolente ecc ecc...ma i gattini mi fanno tenerezza. Ad un certo punto mi parla, si avete capito, mi parla. Si siede vicino a me "Adam, prendimi la zampa, e seguimi nella terra del disagio, meow"
"la terra di che?"
Gatto: "del disagio, meow"
"ah...e dov'è che è?"
Gatto: "a nord-est di Londra, meow"
"perche a Londra?"
Gatto: "non so, abbiamo girato il mappamondo, e si è fermato li. Meow"
"abbiamo chi?" chiesi alzandomi
Gatto: "Io, il cane fannullone, e il topino senza occhi. Meow" 
Il gatto si incamminò verso il vecchio baracchino dove tenevo gli attrezzi, e tanta altra robaccia. Alza la zampina e mi fa cenno di entrare. Entrai, ma non vidi niente di strano, era il solito baracchino, pieno di ragnatele e roba inutile. Sentii chiudersi la porta dietro di me, poi sentii il gatto "rimani li dentro, ci vediamo di la"
"ehi! apri la porta insopportabile palla di pelo!"
Provai in tutti i modi ad aprire la dannata porta, ma non c'era verso. Dopo vari tentativi finalmente si aprì. Uscii tutto sudato, ma non più nel retro della mia casa, ma in un'immenso prato verde. In lontananza scorsi un tavolo. Il gatto mi chiamò "vieniiii, meow"
"dove siamo?" chiesi avvicinandomi al tavolo
Gatto: "la terra del disagio,meow" "loro sono il Cane Fannullone, e il Topino senza Occhi, meow"
Cane: "non c'ho voglia di fare un cazzo.."
Topino: "piacere! se solo riuscissi a vederti.." "vuoi una gomma?"
"grazie...ehi, ma è un sasso, non è una gomma!" dissi
Topino: "oh...è successo ancora.."
"beh? che stiamo qua a fare?" chiesi
Cane: "bho...aspettiamo..." "uff..."
"aspettiamo cosa? l'ispirazione? la morte?"
Gatto: "nu Adam, aspettiamo che il disagio abbia fine"
"allora auguri." "ehi, prendete quella scatola del Monopoly, disagio version. Almeno ammazziamo il tempo"
Tempo: "ehi, e io che ti ho fatto adesso??"
"Era un modo di dire..." "siediti qua con noi. attendiamo la fine del Disagio."
" SEI UNA PUTTANA! LA PROSSIMA VOLTA GIURO CHE ME NE VADO, E TI LASCIO NELLA MERDA PIU NERA!"
Sussultai, erano ancora i vicini litigiosi e wow avevo fatto proprio un sogno del cazzo. Il vecchio Abraham aveva quasi falciato tutto il suo prato, mi guardò coi suoi occhi carichi d'odio, e poi portò via l'ennesimo sacco nero pieno d'erba.
La tv in casa era ancora accesa, il caffè era uscito dalla caffettiera sporcando tutto il fornello. Ne presi una tazza, nero e senza zucchero, come piace a me. Guardai fuori dalla finestra, la nuvola a forma di gelataio era ancora in cielo.

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