Skater senza fortuna
"Beh alla fine non me la passo poi così male amico, vivo a Venice, passo le giornate facendo skateboard e guardando le ragazze in bikini sul lungomare...certo non ho un lavoro fisso, e allora? vivo alla giornata. Mi guadagno da vivere facendo piccoli lavoretti qua e la', e in generale me la cavo. Vivo in un casa che beh..sai...è quel che è, ma a me basta, anche se ci sono un pò troppi scarafaggi. Penserai che sono pazzo, che sono un incosciente ma ehi, la vita è mia, e ne faccio ciò che voglio. Mi sento libero fratello, questo conta per me. Con affetto, Mike."
Eh si, Mike era fatto così, era uno spirito libero, lo era sempre stato fin da piccolo. Adesso che aveva ormai vent'anni aveva deciso di mollare la sua famiglia, gli amici e il suo squallido lavoro da lavapiatti in un ristorante del Queens, per andarsene a Los Angeles, e diventare uno skater professionista..solo che le cose non erano cosi eccitanti come le descriveva lui.
Era bravino con lo skate, questo si, ma diventare pro non era certo una passeggiata. All'inizio per mantenersi aveva trovato un lavoro come inserviente in una stazione di servizio, ma lo aveva mollato perchè si annoiava, e la paga era da fame. Aveva approfittato dell'ospitalità di suo zio Henry, almeno finchè la moglie di quest'ultimo esasperata dal disordine, e dalla maleducazione di Mike, non aveva deciso di sbatterlo in strada. Aveva trovato rifugio in una vecchia baracca in riva al mare, e passava le sue giornate a fare skate, e a guardare le ragazze in bikini. Ogni tanto provava anche qualche "approccio", ma veniva regolarmente respinto, anche se a lui questo non creava problemi, ci rideva su. Dopo aver mollato il lavoro da inserviente iniziò a lavorare come parcheggiatore e quel lavoro gli andava già piu a genio, gli dava tempo per esercitarsi con lo skate, e per pensare. Anche quel lavoro però andò a puttane quando Mike, distratto da una bella bionda con cui si era messo a parlare, non si accorse che un ladro stava rubando la Mustang di un tizio. Il suo capo si incazzò di brutto, e lo mandò via letteralmente a calci in culo.
Mike era di nuovo senza un lavoro e senza un soldo bucato, e per consolarsi si recò al locale skatepark per provare qualche trick. Li conobbe un tizio di nome Brian, e ben presto strinsero amicizia, accomunati dalla passione per la tavola, e per il fatto di essere praticamente due senzatetto. Brian conosceva un tizio carico di droga, e propose a Mike di fare lo spacciatore, cosi per mantenersi in vita e tirare su un po di dollari. Mike all'inizio era molto perplesso, aveva paura di finire in cella o peggio ammazzato. Brian riuscì in qualche modo a convincerlo e i due iniziarono a spacciare, e all'inizio la cosa in effetti sembrò fruttare, i soldi si vedevano, e di problemi zero.
Una sera però Mike face un passo falso, si appostò nel vicolo sbagliato e venne beccato dai membri di una gang "ehi stronzetto, non puoi venire a spacciare nella nostra zona. la pagherai cara!" disse il capo gang "ehi andiamo ragazzi, non sapevo fosse la vostra zona" rispose un Mike impaurito "pestatelo per bene, e assicuratevi che impari la lezione" disse il capo della gang, mentre saliva in auto. I restanti membri oltre a rubargli tutta la droga, e tutti i soldi, lo picchiarono selvaggiamente, lasciandolo agonizzante nel vicolo. Brian non vedendolo tornare al punto d'incontro stabilito si mise a cercarlo, e lo trovò tremante, ferito, e sanguinante. Lo portò all'ospedale dove fu medicato e rilasciato nel giro di poche ore, ma ormai Mike era talmente impaurito che decise di chiudere per sempre con lo spaccio, a costo di morire di fame su quella cavolo di spiaggia
"dai amico, non puoi smettere, il mio capo s'incazzerà di brutto" gli disse Brian
"non me ne frega un cazzo, sai? io son venuto qua per fare skate, non per finire ammazzato in un vicolo" rispose Mike con tono sprezzante, nonostante tutte le ferite ancora fresche.
Col passare delle settimane le cose sembrarono volgere al meglio per Mike; aveva iniziato a fare gare di skate, ottenendo anche ottime prestazioni e riconoscimenti, e aveva conosciuto un tale, Gordon detto "il gordo" per via del suo peso, che gli aveva promesso di farlo diventare un pro, a patto che avesse seguito i suoi consigli.
Mike era di ottimo umore, e una calda serata di fine Agosto in un locale di Venice, il Marthy's Inn, era in programma il concerto di una serie di band Hardcore della zona, e ovviamente Mike da fan sfegatato del genere decise di andare. Il concerto preseguì tranquillo, tra un pogo sfrenato, un po di alcool e il tentativo, andato a vuoto, di salire sul palco durante la performance dei Reagn Youth, quando all'improvviso scoppiò una rissa tremenda; qualcuno chiamò il 911 e ci fu un irruzione della polizia, Mike tentò di scappare senza dare troppo nell'occhio, ma venne braccato da due poliziotti, che dopo averlo spintonato per terra iniziarono a colpirlo col manganello urlandogli "brutto, sudicio, schifoso punk. ti insegniamo noi a non fare più casini!" ; lo pestarono fino allo sfinimento, poi lo caricarono sulla volante per portarlo alla stazione di polizia.
Passò una notte in cella, in compagnia di un alcolizzato di nome Stinky, poi fu espulso dalla città e rispedito nel Queens. Una volta a casa decise di dire addio ai suoi sogni di gloria, e tentò di farsi ridare quel sudicio lavoro da lavapiatti.
"Beh amico sai...non è stato poi 'sto granchè laggiù..."
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