Il Delirio di Walt:
"ma dove cazzo sono finito?"
"ehi scusi, mi perdoni...sa dirmi dove sono?
"i galli volano in cielo, gialli canarino e coi ventilatori"
"eh? ma che cazz.."
Mi ero perso, e la gente sembrava completamente fusa, correvano tutti ovunque, i semafori alternavano giallo, rosso e verde in continuazione, c'erano tamponamenti ovunque, e io non sapevo dove cazzo ero finito.
Entrai in un bar "scusi? posso usare il telefono?" "certo, solo se mangi mandarini fritti nella melma, e dopo i funghi, e poi ambarabà" "come? va..va bene, dov'è il telefono?" "la, la, la, lallerooo" fece il barista, indicandomi un vecchio sgabuzzino con un telefono a gettoni. Feci il numero di casa mia, per avvisare mia moglie, ma il telefono sembrava morto, così riagganciai e corsi fuori dal locale urlando. Mi accorsi che stava iniziando a piovere, ma diavolo non era acqua! era vino! dissi "wow, non so dove cazzo sono, ma almeno mi sbronzo!", invece no, il vino sapeva d'aceto. Continuai a camminare e intorno a me vedevo solo pazzi e pazzie, gente che vomitava senza senso, tamponamenti, idranti che scoppiavano in ogni angolo, fino a che mi accorsi di un grattacielo che sembrava normalissimo, così decisi di entrare; al suo interno non c'era niente, nulla, solo una rampa di scale che conducevano ai piani superiori, decisi di salire. Al primo piano c'era un ufficio, così bussai e mi sentii dire "non posso, sto mandando a puttane la mia vita, torna quando vorrai mandare a puttane la tua!" ,"ma..io volevo solo un'informazione!", e niente non rispose più; mi dissi "walt non ti arrendere, sennò da qua non ne esci", così continuai a salire le scale. Al secondo piano non c'era niente, solo un distributore automatico di bibite, guardai se ci fosse della Coca Cola, ma l'unica bibita che vendevano era succo di cane al gusto di carota, così lasciai perdere. Ero confuso, non capivo se fosse un sogno o magari un fottuto universo parallelo, ma di una cosa ero certo: da li dovevo andarmene. Al terzo piano trovai finalmente un ristorante, o quello che ne rimaneva, perché era tutto quanto sotto sopra, e finalmente trovai un essere umano che sembrava essere normale, il barista. Mi avvicinai al bancone "hey amico, dove siamo? sto impazzendo, devo andarmene da qua. aiutami! dimmi dove cazzo sono! ti prego!"
"vuole da bere, sir. abbiamo dell'ottimo thè al muschio, sir."
"no! non voglio del dannatissimo thè! VOGLIO SOLO SAPERE DOVE CASPITA SONO!"
"non capisco quello che mi sta dicendo, sir. ma se non si calma dovrò chiamare la sicurezza."
"AAAAAAHHHH" corsi via urlando in preda al panico, e a forza di correre mi ritrovai in una grande sala oscura, come un'aula magna, sai di quelle che ci sono nelle scuole. Cercai l'interruttore tastando il muro, e finalmente dopo averlo trovato accesi la luce. Quello che mi si parò davanti fu una sala completamente vuota, con due sedie e un grosso proiettore, di quelli che si usano per i film al cinema. C'era infilata una pellicola, e sopra il proiettore un bigliettino con scritto "accendimi", così accesi il proiettore e partì un filmato. Sembrava una di quelle cose istruttive che mostrano a scuola, del tipo "l'importanza del'energia elettrica" o cazzate del genere, ma ad un certo punto lo schermo divenne scuro e sentì solo una voce
"e cosi sei giunto al capolinea." disse la voce, e io non capivo che cazzo volesse dirmi, il filmato finì li, e io ero sempre più confuso. Continuai a salire le scale e a pensare, pensavo a tutto questo e a cosa significasse, ma non trovavo una spiegazione logica, quando all'improvviso mi si para davanti un'intera fottuta squadra di football americano "fatti da parte pivello" dissero sbattendomi contro il muro. A forza di fare rampe di scale finalmente arrivai all'ultimo piano di quello stramaledetto grattacielo, ero sul tetto e mi affacciai sul bordo; vedevo la gente piccolissima, vedevo tutto quel casino, la pioggia di vino al sapore d'aceto, il cielo violaceo, galline che volavano portando neonati, cani che portavano a passeggio i padroni, e altri mille deliri, così mi buttai di sotto. Feci un volo che sembrava interminabile, e ricordo che mentre cadevo a folle velocità pensai "spero di spiaccicarmi per terra come una dannata frittella", e così fu. In effetti feci un bel tonfo, cosi bello da bucare il terreno e finire all'inferno, dove fui accolto da Satana in persona "t'aspettavo Walt!" esclamò mentre mi punzecchiava il culo col forcone.
sono pazzo.
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