venerdì 17 ottobre 2014



Il giovane Juan un tempo era felice, ma adesso non era più lo stesso dopo quella tremenda delusione d'amore. Amava moltissimo la sua Rita, ma lei lo aveva mollato dopo 4 anni d'amore, un amore che sembrava indistruttibile, e che era sopravvissuto anche alla dipendenza di Juan dall'alcool. Juan aveva smesso di bere per lei, si era ripulito, e si era anche trovato un lavoro come commesso in un supermercato poco fuori Bayàmon, la città in cui viveva.
Adesso però lei lo aveva lasciato, e Juan non era più lo stesso. Lo si capiva dal suo sguardo triste e perso nel vuoto, ma soprattutto lo si capiva dal fatto che aveva ricominciato a bere. Una sera di inizio estate il giovane Juan era seduto in un bar, aveva già buttato giù diversi drink ed era parecchio suscettibile, quando un energumeno gli si sedette accanto, e riconoscendo in lui l'ex di Rita lo guardò ridacchiando, dicendo "hey amigo, lo sai..ieri sera mi son fatto Rita, è una pupa muy bonita, e a letto se la cava alla grande"; Juan si girò verso l'energumeno, e seppur con un equilibrio precario si alzò in piedi "cosa? brutto ciccione pezzo di merda! te le suonerò così forte che per riconoscerti dovranno prenderti il dna!"
"ahaha ma davvero? se non ti reggi nemmeno in piedi, cabron!"
"dai ciccione,fatti avanti" disse Juan con tono sprezzante, e facendogli segno con la mano
Il ciccione in effetti si fece avanti, iniziarono a picchiarsi, e il giovane Juan pur essendo sbronzo non se la cavò affatto male all'inizio, anzi, ma poi il ciccione in qualche modo riuscì  a metterlo al tappeto. Pensando di averlo sistemato si avviò all'uscita, ma Juan riprese i sensi, si alzò, estrasse un taglierino dal suo gilet di jeans, e si avvento contro il ciccione, conficcandogli il taglierino dritto nella schiena. Il ciccione cadde al tappeto in una pozza di sangue, tra le urla della clientela e Juan preso dal panico scappò, correndo come non aveva mai corso in vita sua.
Si rifugiò a casa sua, si tolse il gilet  e i jeans tutti sporchi di sangue e si fece una doccia, ma d'un tratto sentì bussare alla porta, era la polizia; fecero irruzione in casa sua, trovarono il gilet e i jeans sporchi di sangue ancora buttati sul pavimento e arrestarono il povero Juan. A Rita di Juan non importava ormai più niente, si era fidanzata con un ragazzo di nome Javier, un bravo ragazzo con un futuro da medico, ma decise comunque di fare visita a Juan in carcere "perché lo hai fatto?" chiese lei preoccupata, vedendolo smagrito "non lo so, ero sbronzo,e quel ciccione continuava a dire che ti aveva scopata...non ci ho visto più.." rispose Juan con voce sofferente, e tenendo la testa china
"sei un coglione, Juan"
"..lo so, ma io ti amo ancora Rita"
"io però no, però. senti Juan...adesso sono fidanzata con un altro. ti auguro di uscire presto da qua, e di rifarti una vita. ti voglio bene comunque"
"..io ci morirò qua dentro, me lo sento"
"ma no, non morirai Juan. adesso però devo proprio andare, stammi bene.."

La vita in carcere era durissima per Juan, veniva pestato abbastanza regolarmente dal suo compagno di cella, un assassino di nome Fernando "el loco" Cerrano, famoso in tutta Bayàmon per essere un tipo spietato, e con un pessimo carattere. Il momento più duro era tuttavia era quello della doccia, momento in cui Juan aveva sempre paura di essere stuprato, anche se per fortuna sua i carcerati si accanivano sempre su Paco, l'unico detenuto gay . Nemmeno l'ora d'aria era così tranquilla, perche il cortile era diviso in due, i membri delle due gang più famigerate dell'isola si dividevano il controllo del cortile, e chiunque sgarrava veniva pestato a sangue. Juan contava i giorni che lo dividevano dalla libertà, e visto che il ciccione in qualche modo si era salvato la sua pena fu tutto sommato ridotta. Dopo 5 anni di quella vita, in cui in un modo o nell'altro era riuscito a sopravvivere senza conseguenze troppo gravi, Juan fu finalmente rilasciato. Tornato a casa scoprì di non avere più una casa, si perché essendo in carcere, e non potendo pagare l'affitto, il suo padrone di casa lo aveva sfrattato. Ovviamente Juan non aveva più nemmeno un lavoro, cercò di farsi ridare il suo vecchio lavoro da commesso, ma il padrone del supermercato si rifiutò di riprenderlo, e quindi per il buon Juan il futuro appariva molto nero. 
Dopo diverse settimane di vita da barbone, decise di farla finita: si recò davanti a casa di Rita, si cosparse di benzina e poi si diede fuoco; Rita richiamata dalle urla di Juan uscì fuori correndo e si trovò davanti Juan ormai ridotto ad una torcia umana. Rita si inginocchiò urlando e piangendo, mentre alcuni vicini cercavano di spegnere le fiamme che avvolgevano Juan, ma non ci fu niente da fare. 

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