venerdì 24 ottobre 2014
"sveglia pelandrone!" , aprii gli occhi, e vidi Capitan Findus di fianco a me, seduto sul tavolinetto posto vicino al divano. Aveva la pipa in bocca, e mi fissava "..lasciami dormire.." dissi, biascicando le parole "non puoi, devi provare i miei bastoncini di pesce al gusto Calimero, aaaarrrrr", guardai l'orologio e sbadigliai, "..sono le undici di sera, non ti pare un po' tardi?", "e poi ho sonno...tanto.."
"aaarrr, ti va di accompagnarmi in una straordinaria avventura attraverso i settordici mari?, aaaarrr"
"NO!"
"verso i settordici mari, e oltre!" esclamò alzando la pipa al cielo. Mi misi seduto, mi strofinai gli occhi, sbadigliai ancora, "senta capitano" dissi
"dammi pure del tu, chiamami Fin, sai diminutivo di Findus. aaaarrrr"
"ok...Fin.." "senti...Fin...anche tu vedi le pareti piene di numeri otto?" chiesi
"non so di cosa parli, ragazzo. aaaarrrr" rispose lui facendo un tiro dalla sua pipa di legno "ma adesso devo lasciarti. sta arrivando Rubber, e andremo alla ricerca del tesoro del pirata Testa di Manzo!"
"il pirata chi?"
"Testa di Manzo, il terrore dei settordici mari, è famoso aaaaarrr"
"beh buon viaggio allora"
"addio ragazzo! aaarrr" disse lui, alzandosi dal tavolinetto. Entrò nello sgabuzzino e sparì. Tutto indolenzito e assonnato decisi di recarmi in cucina, avevo comunque bisogno di mangiare qualcosa, ma il frigo era ancora lì, intento a ballare il rock. Tentai di aprirlo per poter prendere due uova "ehi coso, stai fermo un secondo!" gli urlai
"giammai! nessuno può fermare il rock, baby!" disse lui
"oh santamadonna! devo prendere solo due uova"
"nessuno può comandarmi! sono un ribelle! yeeeah"
"ma che cosa diavolo stai dicendo, sei solo un cazzo di elettrodomestico!" "..e anche piuttosto vecchio.."
"dai Adam, balla con me!" e in sottofondo sentii partire una canzone, era Johnny B. Goode, di Chuck Berry "ehi, ma questa musica da dove esce?" chiesi al frigo
"amico, c'ho il ritmo nel sangue.IO"
"tu non hai sangue! sei un maledetto elettrodomestico!", dai suoi fianchi spuntarono due braccia, con delle mani ornate da guanti di pelle senza dita. Mi prese per mano "dai balliamo, woooo!", così ballai, anche se non so per quale motivo. La cosa stava diventando divertente, ma dopo un po' che ballavamo il frigo tornò al posto suo, e io potei farmi due uova. Finalmente. Presi le uova, le spaccai e sentii una vocina "ahia!" "mi hai fatto male, idiota!"
"scusa, ma come posso cucinarti senza romperti?"
"non mangiarmi, semplice. poteri ucciderti col colesterolo"
"ma sta zitto va, non mi freghi."
Spaccai quelle dannatissime uova, e mi preparai una gustosa frittata. Mentre mangiavo continuavo a vedere quei fastidiosi numeri otto ovunque, persino sulla frittata stessa. Ero seduto che mangiavo, ma non facevo che pensare alle mie allucinazioni, quando ad un certo punto, non so come, mi son trovato catapultato in una landa desolata. Era un luogo desertico, con solo sassi, sabbia e qualche cactus di tanto in tanto, "ma dove diavolo sono" pensai, e mentre lo pensavo mi venne incontro una volpe, mi si avvicina, mi annusa e poi "ciao Adam, ti stavo aspettando" disse
"ci conosciamo?" chiesi
"io ti conosco, tu non conosci me, ma soprattutto non conosci te stesso"
"chi sei? e che ci faccio qua? io stavo mangiando, e poi pufff"
"ti sei chiesto il perché di quello che ti accade?" mi chiese lui guardandomi fisso
"sono giorni che me lo chiedo" risposi grattandomi la testa
"seguimi" disse iniziando a camminare. Lo seguii, ma in quel posto faceva maledettamente caldo, e io stavo iniziando a soffrire "non avresti un po d'acqua, amico?" chiesi io, un po' sofferente "no, mi spiace. devi soffrire, Adam" disse lui, senza mostrare un pizzico di umanità.
Dopo aver fatto parecchia strada arrivammo in prossimità di una grotta, la volpe mi disse di entrare, e che se fossi arrivato in fondo avrei capito molto di me stesso. Entrai, era tutto buio, mi misi a camminare in quell'oscurità facendo affidamento sul mio sesto senso, e sulle mie mani. In quel buio vedevo solo dei flash della mia vita passata. Momenti di felicità di quando ero bambino, l'incidente in cui rimasi coinvolto, e in cui morì mio padre, la mia adolescenza ribelle, i problemi a scuola, la droga, che comunque mi ero lasciato alle spalle. Non capivo cosa mi stesse succedendo, però iniziavo a sentirmi stanchissimo, e ad un tratto crollai. Quando mi svegliai ero mezzo nudo, sulla soglia di casa. Mi trovò la mia vicina, Heater "ehi Adam, ma che ti è successo?" chiese lei tutta preoccupata. Avrei voluto rispondere, ma non riuscivo a parlare. Heater mi prese, mi mise sul divano e si sedette di fianco a me. Rimase li per ore, finché non mi ripresi. Quando tornai in me le raccontai del sogno che avevo fatto, sempre che di sogno si trattasse "...e poi entro in questa caverna, e dopo un po crollo."
"io so solamente che eri mezzo nudo sulla soglia di casa" disse lei, guardandomi coi suoi bellissimi occhi verdi
"non so cosa mi sta succedendo Heater."
"ti droghi ancora?" mi domandò
"NO! assolutamente no, te lo giuro. ho smesso con quella merda!" urlai io
"..ok" disse, "sai..a volte sento che parli da solo.." "..le mura sono di cartone" disse ridendo
"crederai che sono un pazzo, vero?"
"quello l'ho sempre pensato ahaha"
"ehi ehm, adesso devo andarmene, ho i miei a casa e sai.."
"si si tranquilla, vai" le dissi, sorridendo
"sicuro che posso lasciarti solo? non è che poi ti ritrovo nudo sul tetto ad ululare, tipo lupo mannaro?"
"spiritosa, davvero." "comunque no, vai tranquilla"
Mi abbracciò affettuosamente, poi se ne andò. Heater, l'avevo amata molto, anche se lei non lo ha mai saputo, e averla vicina, dopo tanto tempo, mi diede una bellissima sensazione. Iniziai a pensarci su "e se fosse lei la mia cura? " poi mi addormentai di nuovo, sempre sul divano.
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