giovedì 23 ottobre 2014


E così ero tornato a casa in tutta fretta, mi ero chiuso dentro, con le tapparelle abbassate, e li nel buio cercavo di trovare un po' di pace. Avevo messo su un disco dei Clash, la voce di Joe Strummer riusciva per un attimo a distrarmi dalla merda che avevo intorno, e a non farmi pensare alle mie cazzo di allucinazioni, quando d'un tratto suonò il campanello, andai ad aprire ed era quel minchione di Jason "ehi Jason, che diavolo ci fai qua?" dissi io aprendo la porta
"ehilà bello!" disse lui, "niente, passavo di qua, e siccome non ti si vede in giro da un pezzo, ho pensato di venire a vedere se eri vivo"
"già..sai non sto in un gran periodo.."
"e lo vedo, cazzo hai 'na faccia, amico"
"...se ne avevo due ero un fenomeno da baraccone.."
"ehi, che ti andrebbe di venire a pesca con me?"
"ma se non hai mai pescato in vita tua" risposi, ridendo in faccia al povero Jason
"lo so, lo so. è morto mio zio, e mi ha lasciato tutto un set da pesca, e cosi volevo sfruttarlo"
"non poteva lasciarti dei soldi?"
"quelli se li è beccati quella troia strafatta di mia cugina ahahaha" "dai andiamo, ti farà bene un po' d'aria fresca" disse lui mettendomi una mano sulla spalla
"..vabbe, andiamo.." dissi io non tanto convinto della cosa.  Ci avviammo verso quel delizioso laghetto dall'altro lato della città...anzi, non era un delizioso laghetto, che cazzo sto dicendo? era solo un'enorme pozzanghera inquinata, nella quale dubito ci fossero pesci. Arrivammo lì verso le due del pomeriggio, ci sedemmo, preparammo la canne e gettammo le lenze. Non abboccava niente, ma almeno lì nella quiete della natura stavo meglio, anche se Jason era il solito rompicoglioni. D'un tratto la mia canna inizia a vibrare, avevo preso qualcosa! così tirai su la lenza, o almeno ci provai, perché il pesce tirava, tirava e alla fine non so come fui risucchiato nel lago.
Ero sott'acqua, e incredibilmente riuscivo a respirare e a parlare. Il pesce che avevo preso si toglie l'amo dalla bocca "amico, ti pare giusto?"
"cosa? stavo solo pescando per passare un po' di tempo"
"e io stavo cercando mio figlio, Nemo"
"ma che Nemo e Nemo, tu non sei un pesce pagliaccio"
"ah no? senti questa: cosa fa una formica su un cumulo di zucchero?"
"...ehm..boh..cosa fa?"
"la settimana bianca! auahauahauahau"
"...." 
"eddai! era divertente, quindi vedi che sono un pagliaccio" 
"no, sei deficiente. è diverso"
"ehi Adam, ma con chi cazzo stai parlando?" era la voce di Jason, 
"eh? cosa? chi?" dissi io un po' frastornato
"Adam, eri li fisso con lo sguardo nel vuoto e parlavi da solo" disse lui con sguardo preoccupato
"J. credo di non sentirmi bene...mi sa che vado a casa.."
"rimettiti Adam, e fatti sentire brò" disse dandomi una pacca sulla spalla.  Niente vedevo sempre cose strane, vivevo situazioni al limite dell'assurdo, e sembrava non esserci via d'uscita. Mi stesi su un prato ammirando il cielo, era una bellissima giornata autunnale, e nemmeno troppo fredda. Mentre ero li disteso vedo passarmi davanti Solid Snake "ehi shhh, non farti sentire, sono in missione" disse,
"ma va? e quando non lo sei.." risposi io, ormai abituato a quelle visioni assurde. Poi fu il turno di Super Mario "ehi ragazzo, hai mica visto la principessa Peach?"
"no, ma poi che cazzo la salvi a fare? tanto non te la da.."
"già...me lo domando da anni. tutte le volte dico oggi non ti salvo, poi lo faccio" disse sconsolato
"è la figa, Mario" dissi
"Toad poi è una merda, se la fa con Yoshi alle mie spalle, e Luigi è diventato gay. Ieri l'ho beccato a letto con un Koopa"
"nahh, giura?"
"vabbe ragazzo, ti lascio. se hai problemi con le tubature, o con qualche principessa da salvare, magari una un po troia, chiamami" disse saltellando via
"uff....oggi è il turno dei videogame. adesso chi salterà fuori?" esclamai, poi decisi di alzarmi e andare a casa veramente.
Aprii la porta, mi buttai a corpo morto sul divano, e mentre ero li vedevo in giro per casa ogni genere di stranezza: numeri otto su tutti i muri, Mastro Lindo e Amuchina che pomiciavano in un angolo, i miei soldatini che si facevano la guerra, Joe Strummer seduto di fianco a me a strimpellare con la sua chitarra, Freud al tavolo in cucina intento a farsi un panino col salame, il mio frigo che ballava a tempo di rock 'n roll. In un certo senso tutta questa situazione cominciava ad essere anche divertente, tanto che vedendo quelle scene mi misi a ridere e pensai "cazzo, sono veramente fuori, come un dannatissimo balcone".


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