domenica 26 ottobre 2014


Camminavo tranquillamente per il viale principale, quando mi trovo davanti due persone, un uomo e una donna: erano dannatissimi testimoni di Geova. Mi fermano, e la donna mi domanda "salve! lei ha Dio nella sua vita?"
io la guardai con disprezzo "si, ho tutta la sua discografia, compresa quella coi Sabbath" dissi. Lei ovviamente non la prese sul ridere "in Geova potrebbe trovare tutte le sue risposte, possiamo lasciarle un opuscolo?" disse, con quella voce fastidiosamente nasale, "no, grazie." tagliai corto io, e ripresi a camminare.
Mentre mi allontanavo sentii un "John, prendi l'infedele!", così mi girai di scatto e l'uomo aveva tirato fuori dalla borsa un dannato fucile a pallettoni; scappai, con loro che mi correvano dietro come ossessi, tenendo sempre in mano quel fucile. Mi infilai in un vicolo che all'apparenza era senza uscita "sono fregato" dissi "ah ah eccolo! la porteremo da Geova, con le buone o con le cattive!" disse il simpatico ragazzo, con un malevolo ghigno sul volto.
"ehi ehi, calma ragazzi! ragioniamo" dissi, cercando di calmare la furia omicida dei due
"no, lei verrà con noi. il grande Geova la attende nella sua torre di guardia!"
"ma ci sono tante altre persone la fuori, perché proprio io?"
lei ha problemi,  lei è ossessionato. dobbiamo liberarla""
"sentite, mi libero da solo"
D'un tratto dal muro dietro di me si aprì una fessura, e una mano mi prese per la giacca e mi trascinò dentro. Ero all'interno di un supermercato vuoto, senza clientela insomma "ehi amico, non so chi sei, ma grazie per avermi salvato da quei due pazzi scatenati" dissi al commesso
lui mi guardò stranito "ma di che stai parlando?" disse
"non sei stato tu a trascinarmi qua?" "sai la mano uscita dal muro ecc ecc" dissi
"continuo a non capire, ma se vuoi comprare qualcosa ok, altrimenti vattene." tagliò corto
"boh...non capisco" dissi, grattandomi la testa 
Feci un giro per i vari reparti, perché avevo fame e già che ero li avevo deciso di comprarmi qualcosa da mettere sotto i denti, e mentre mi trovavo nel reparto dei dolciumi sentii una voce "psst Adam!"
"chi? dove?" dissi guardandomi attorno, ma non vedevo nessuno
"Adam! da questa parte!" 
"ma dove? e chi sei?"
"nel magazzino, Adam"
La voce proveniva dal magazzino, aprii la porta e una volta dentro mi ritrovai in un posto che sembrava familiare: ero al parco. Ero arrivato li entrando nel magazzino di un supermercato...nel quale ero stato catapultato da una fessura su un muro. Tutti quei cambi repentini di scenario mi stavano facendo venire il mal di testa. Davanti a me uno scenario come post-atomico; edifici distrutti, morti ovunque, cielo color arancio e un forte odore di morte, quando d'improvviso mi si avvicinano due soldati "forza ragazzo, devi venire con noi" disse uno di loro, mettendomi addosso una maschera anti-gas "e tieni sempre addosso questa maschera, o rischi di morire anche tu" aggiunse. Mi prese per un braccio e mi trascinò via.
Arrivammo in un enorme edificio, l'unico che apparentemente sembrava rimasto illeso. Una volta dentro uno dei due soldati mi accompagnò in una sala al secondo piano. Dentro questa sala solo un tavolino, e due sedie "adesso siedi qua, e aspetta"
"chi devo aspettare?" domandai
"aspetta che la guerra al tuo interno sia finita" disse, poi chiuse la porta, se ne andò e io rimasi li da solo
Non capivo "la guerra al mio interno?" pensai, e che voleva dire? non lo sapevo. Rimasi li per quelle che a me sembrarono ore, molte ore. Stavo per addormentarmi, quando suonò una specie di allarme, e dall'altoparlante posta sopra la porta sentii un annuncio "la guerra è persa! truppe distrutte! ritiro!"
"ma che diavolo.." dissi. poi ci fu un'enorme esplosione, e io persi i sensi.
Mi svegliai tutto frastornato, con un'enorme mal di testa e uno strano bruciore agli occhi. Ero in bagno, tutto nudo, dentro la vasca da bagno.

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