domenica 19 ottobre 2014

Consegna speciale:


..E me ne stavo lì, seduto dietro al bancone della mia gelateria a girarmi i pollici in attesa di un cliente, uno qualunque. All'improvviso, mentre stavo per addormentarmi per la troppa noia, suona il telefono; mi alzo, mi pulisco la bava alla bocca, e vado a rispondere "gelateria lambretta, posso aiutarla?"
"si buon'uomo. mi chiamo S., e avrei bisogno di una consegna speciale"
"oh, splendido. mi dica"
"mille gelati al cioccolato e cocco, e altri mille al gusto puffo"
"hmm...cioccolato, e puffo. ok, no problema. e dove devo consegnarli?"
"nel posto più infernale che conosce"
"ehm...temo di non aver capito"
"quale posto le ricorda l'inferno in terra?"
"ehm...non saprei..un qualsiasi ufficio pubblico..credo.."
"esatto."
"ahm....ok..e a che ora vuole che sia effettuata la consegna?"
"mezzanotte. in punto."
"va..bene..credo."
Riattaccò bruscamente senza nemmeno salutare "che maleducazione!" pensai. Mi misi al lavoro per preparare quei duemila gelati, cavolo una consegna così grande non l'avevo avuta mai, ma ero contento, forse gli affari stavano iniziando a decollare. Finii giusto un ora prima, caricai tutti i gelati nel mio furgone, e poi aspettai la mezzanotte. Salii sul furgone, misi in moto "eddai su bello, non mi lascerai a piedi proprio adesso?", non partiva. D'altronde era un furgone vecchio e malandato, lo avevo ereditato da mio padre, e non se la passava più tanto bene, ma ehi ero troppo al verde per permettermene uno nuovo. Alla fine, con un po' di buona volontà, riuscii in qualche modo ad accenderlo, e mi diressi alla volta del primo ufficio comunale che mi venne in mente: il municipio. 
In giro non c'era anima viva, nonostante fossero solo le undici e tre quarti di una calda sera di Giugno, e tutto questo già mi sembrava molto strano. Arrivai davanti al municipio giusto cinque minuti prima della mezzanotte, scaricai i gelati, li misi sul carrello ed entrai. Non c'era nessuno, ovviamente, ma davanti all'ascensore trovai un bigliettino "per il gelataio: prendi l'ascensore, e premi per andare nel sotterraneo" c'era scritto, e così feci; entrai col carrello nel grande ascensore e scesi nello scantinato. Man mano che l'ascensore scendeva iniziavo a sentire una certa puzza, sembrava zolfo, e più scendevo più l'odore si faceva penetrante. Le porte dell'ascensore si aprirono e... ero all'inferno! lo giuro! non credevo ai miei occhi, com'era possibile? mi venne incontro un tizio con delle corna sulla testa "lei è il gelataio?" mi domandò
"ah..sisi, sono io.." risposi un po titubante
"bene, l'aspettavamo. mi segua"
Oltre alle corna aveva pure una coda biforcuta, e anche se un po' intimorito dal luogo iniziai a seguirlo spingendo il carrello. Faceva un caldo boia, stavo sudando come non avevo mai sudato in tutta la mia cazzo di vita "hey amico, qua fa un caldo assurdo, non trovi?", "non mi pare" rispose lui "se lo dici tu amico". Arrivammo davanti ad una porta "Satan" c'era scritto "ecco chi cazzo era S.!" pensai, fui preso un attimo dal panico, ma cercai di stare calmo. Il tizio bussò, disse che era arrivato il gelataio e lui uscì; era proprio il diavolo in persona, alto, con le corna, il pizzetto, la coda, tutto rosso e con un enorme forcone in mano
"benvenuto all'inferno" mi disse, con voce profonda
"davvero siamo all'inferno?" chiesi io incredulo
"certo, avevi dubbi?"
"alcuni...ma quel tizio che mi ha accompagnato chi era?"
"il mio ministro degli inferni. fai un po troppe domande, ragazzo"
"ok ok..ehm..comunque...ho qua i duemila gelati che mi aveva chiesto.."
"eccellente."
"posso sapere a cosa le servono?"
"beh..se proprio vuoi saperlo seguimi."
Ci dirigemmo verso un'altra stanza, che sulla porta recava la scritta "reparto punizioni ironiche", Satana aprì la porta e c'era un uomo, con una pancia enorme, che veniva ingozzato di merendine "che gli state facendo?" chiesi
"vedi mio caro amico, lui in vita era un goloso, schifosamente goloso. era il suo peggior peccato."
"e quindi?"
"quindi gli faremo mangiare merendine fino a fargli scoppiare la pancia, e i gelati ci servono per un altro tizio"
"fico!" dissi io, mostrando un entusiasmo un po' malato
"vediamo tutto quello che combinate lassù, prendiamo nota."
"ah..adesso se volesse firmare e pagarmi, io..io credo che andrei."
Satana tirò fuori la sua penna fiammeggiante, firmò e pagò quel che doveva, poi ripresi il carrello e cercai l'uscita. Presi l'ascensore e mentre tornavo ai piani superiori non potevo far a meno di pensare "ma ho sognato, o sono stato davvero all'inferno?". Questo pensiero continuò a turbarmi anche mentre guidavo verso casa, ma un momento! adesso le strade erano trafficate, c'era gente, quando prima non c'era nessuno invece. Mi sembrava tutto molto strano. 

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