domenica 19 ottobre 2014



Sono Catapultato in un futuro che non mi appartiene, inizio a vagare senza meta. Disturbi visivi, stanchezza mentale, spossatezza; dai grattacieli maxi-schermi irradiano immagini di morte e violenza. Cielo plumbeo, freddo, non so bene dove sto andando, le mie gambe vanno in automatico. Mi sento perso, spaesato. la mia mente fluttua, come se fosse nello spazio; sento la mia anima separata dal mio corpo, posso vederlo, percepisco ogni minimo dettaglio.  Movimenti lenti, faticosi, come fossi al rallentatore. Entro in un palazzo ultra-moderno e dalle grandi vetrate nere, non si vede niente attraverso. Prendo un ascensore, c'è un solo bottone, lo spingo. Nell'ascensore una donna, bella, sexy, dai lunghi capelli biondi, così lunghi che le arrivano alle caviglie. Grandi occhi azzurri, mi sorride, io sorrido; senza indugi la bacio, facciamo l'amore, lì nell'ascensore, poi lei se ne va, dicendomi "non c'è più speranza, tutto è nero.", non capisco, la guardo, lei mi guarda, se ne va. La rivedrò? non lo so.
L'ascensore inizia ad andare in obliquo, poi giù, poi su, infine giù, in picchiata. Mi sento male, mi gira la testa, sento salirmi una sensazione come di claustrofobia, ho bisogno di aria.  Mi guardo intorno alla ricerca di un interruttore, per stoppare quell'assurdità, ma non c'è. Prego, anche se non sono cattolico. Sotto di me si apre una botola, cado. Un vecchio con la barba bianca e una tunica rossa mi accoglie "benvenuto giovane"
"dove sono?" domando
"non ti è dato saperlo. solo rimarrai, in questo luogo. non c'è più speranza, tutto è nero." risponde 
Ancora quella frase. Inizio a vagare, è tutto buio, avanzo a tentoni, le mie mani toccano il vuoto e la solitudine, come se stessi toccando la mia stessa anima. Solo il tatto mi rimane, le mie mani mi fanno da guida, sento una voce "vieni"
"vieni con me
"non vedo niente, chi sei?"
"vieni"
"dove? non vedo"
"segui la mia voce"
Cammino, inciampo, mi rialzo a fatica. Arranco, sono stanco come non lo sono mai stato in vita mia, come se avessi lavorato per cento anni senza soste; poi sento la voce più vicina, sempre più vicina. Eccola, la sento, finalmente la vedo: è lei, la ragazza bionda "è tutto finito, ora"
"tutto cosa?"
"tutto"
"sei un angelo?"
"shhh"
Mi prende per mano "non temere, andiamo" 




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